Stati Uniti, rischio stop agli stipendi dei militari entro metà novembre se continua lo shutdown.
Gli Stati Uniti potrebbero non riuscire a pagare i propri militari entro la metà di novembre se il blocco del bilancio federale dovesse protrarsi. A lanciare l’allarme è stato il segretario al Tesoro Scott Bessent, intervenuto domenica al programma Face the Nation della CBS.
“Siamo riusciti a pagare il personale militare grazie a fondi residui del Pentagono fino alla metà di ottobre. Credo che riusciremo a coprire i primi giorni di novembre, ma dal 15 in poi i nostri soldati non riceveranno più lo stipendio. È un imbarazzo per il Paese”, ha dichiarato Bessent.
Donazione privata per pagare i soldati.
La settimana scorsa il Dipartimento della Difesa aveva confermato che, per far fronte all’emergenza, l’amministrazione si è affidata a una donazione privata da 130 milioni di dollari proveniente da un sostenitore anonimo del presidente Donald Trump.
“È un uomo di grande disponibilità,” ha commentato Trump. “Ha donato 130 milioni per garantire che i militari venissero pagati. È una persona meravigliosa e ha voluto dare una mano dove il governo non poteva”.
La notizia ha sollevato forti polemiche, con molti analisti che hanno definito la situazione “senza precedenti”, evidenziando la dipendenza temporanea delle forze armate da fondi privati.
Lo scontro politico al Congresso.
Lo stallo politico a Washington continua a bloccare l’approvazione del bilancio. Giovedì scorso, i democratici al Senato hanno bocciato un disegno di legge repubblicano che avrebbe garantito il pagamento di militari e altri lavoratori federali essenziali.
La misura ha ottenuto 54 voti favorevoli e 45 contrari, non raggiungendo la soglia dei 60 voti necessari per essere approvata.
Con l’avvicinarsi della metà di novembre e l’assenza di un accordo, il rischio di una crisi istituzionale e sociale legata al mancato pagamento delle forze armate appare sempre più concreto — un segnale dell’approfondirsi della paralisi politica a Washington.
foto Elizabeth Kearns Defense.gov
