14 Settembre 2026
CulturaEuropa

Stati Uniti, ordine esecutivo contro “l’ideologia woke”.

Con un nuovo ordine esecutivo firmato alla Casa Bianca, il presidente Donald Trump lancia un duro affondo contro l’ideologia woke all’interno del governo federale, vietando l’acquisto e l’uso di modelli linguistici generativi che incorporino riferimenti o principi legati alla “diversità, equità e inclusione” (DEI). L’ordine esecutivo, dal titolo “Prevenire l’Intelligenza Artificiale Woke nel Governo Federale”, stabilisce infatti nuove linee guida per garantire che gli algoritmi impiegati nelle agenzie pubbliche siano “neutrali”, “veritieri” e, soprattutto, privi di influenze ideologiche.

Insomma, dagli USA si va verso lo stop alla distorsione dei fatti: “Quando l’ideologia viene incorporata nei modelli, la qualità e l’accuratezza delle risposte possono essere compromesse”, si legge nell’ordine di Trump, per il quale principi quali l’intersezionalità, il razzismo sistemico o la teoria critica della razza minaccerebbero la neutralità dell’IA, portando a “manipolazioni dannose” dei contenuti.

Tra gli esempi citati nel provvedimento, i modelli che alterano etnia o genere di personaggi storici, che si rifiutano di produrre contenuti che celebrino individui bianchi o che privilegiano l’uso di pronomi inclusivi anche in scenari ipotetici estremi: “La DEI – sostiene Donald Trump – sostituisce la verità con risultati preferiti, minacciando la credibilità dell’intelligenza artificiale”.

L’ordine impone che tutti i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) utilizzati dalle agenzie federali rispettino due principi fondamentali: la ricerca della verità (le risposte dell’IA devono basarsi su fatti storici, indagini scientifiche e obiettività) e la neutralità ideologica (l’intelligenza artificiale deve essere uno strumento imparziale, non programmato per sostenere o promuovere visioni politiche o ideologiche).

Entro 120 giorni, l’Ufficio per la gestione e il bilancio (OMB) dovrà pubblicare linee guida operative per tutte le agenzie federali, definendo come applicare i criteri sull’“IA imparziale” ai contratti pubblici. I fornitori dovranno dimostrare trasparenza nelle scelte progettuali, senza però essere obbligati a rivelare dettagli tecnici sensibili come i pesi dei modelli.

L’ordine esecutivo si inserisce nel più ampio sforzo dell’amministrazione Trump di contrastare quella che viene definita la “colonizzazione ideologica” delle istituzioni pubbliche. Già nel primo mandato, il tycoon aveva cercato di limitare l’erogazione di corsi di formazione sul razzismo nelle agenzie federali. Ora il fronte si sposta sull’intelligenza artificiale, sempre più centrale nella governance e nei servizi pubblici.

La mossa promette, però, di inasprire i rapporti tra la Casa Bianca e le grandi aziende tecnologiche, molte delle quali sviluppano modelli IA che incorporano politiche di inclusività. Si apre così un nuovo fronte nel dibattito su libertà di espressione, neutralità tecnologica e uso pubblico dell’intelligenza artificiale.

foto Truth/Donald Trump