Stage e lavoro, l’indagine ING: solo il 56% degli stage è retribuito, 1 giovane su 5 rinuncia.
In Italia poco più della metà degli stage post-laurea prevede un compenso economico. Il 56% dei giovani riceve infatti un rimborso spese – con una media nazionale di 565 euro al mese – mentre il 41% svolge il tirocinio senza alcuna retribuzione. Solo il 9% supera gli 800 euro mensili. A rivelarlo è l’indagine ING People Insights Lab, promossa da ING Italia in collaborazione con YouGov, che ha coinvolto circa 400 neolaureati tra i 20 e i 30 anni.
Un dato su tutti fa riflettere: il 22% dei giovani ha rifiutato almeno uno stage a causa dell’assenza o dell’inadeguatezza del rimborso spese. La questione economica si conferma dunque un ostacolo cruciale all’accesso alle opportunità formative, spesso considerate indispensabili per avviare una carriera.
Le aspettative sono chiare: il 63% indica la crescita professionale tra i principali obiettivi dello stage, ma solo il 31% crede che lo stage possa concretamente tradursi in un’opportunità di lavoro stabile. Il 37% ha aspettative basse o nessuna.
Chi non ha mai svolto uno stage tende ad aspettarsi più frequentemente una retribuzione adeguata (41%), mentre chi ha già avuto esperienze tende a valorizzare maggiormente il networking (28%). La cultura aziendale è un altro criterio emergente: conta per il 41% dei giovani che hanno già fatto uno stage, contro il 36% del totale.
Nonostante la centralità del fattore economico, solo il 40% dei giovani si sente a proprio agio nel discutere retribuzione e benefit durante il colloquio. Il disagio è più diffuso tra chi risiede nel Nord Italia.
Quasi otto giovani su dieci (78%), infine, giudicano insufficiente l’attuale livello dei rimborsi spese per gli stage. Eppure, il tema resta spesso fuori dai colloqui di selezione, complice un contesto culturale che fatica a considerare lo stage come lavoro vero e proprio.
