Spyware e fondi Ue, bufera su Bruxelles: finanziamenti a società indagate.
Nuove polemiche investono la Commissione europea sul fronte dell’utilizzo dei fondi comunitari. Al centro del dibattito, i finanziamenti concessi a società coinvolte nello sviluppo di spyware, software di sorveglianza finiti negli ultimi anni al centro di scandali per presunti abusi ai danni di giornalisti.
Un ampio schieramento di eurodeputati dei gruppi S&D, Verdi/ALE, The Left e Renew ha presentato un’interrogazione scritta per chiedere chiarimenti sui controlli effettuati dall’esecutivo Ue. La richiesta arriva dopo che l”Esecutivo europeo, rispondendo alla commissione per il Controllo dei bilanci, aveva ammesso che risorse europee sono confluite in imprese attive nel settore degli spyware.
Tra i casi citati figura Paragon Solutions, società madre del software Graphite, indicato da Meta come strumento coinvolto in attività di sorveglianza ai danni di giornalisti in 17 Paesi europei. L’azienda avrebbe beneficiato di finanziamenti nell’ambito del programma Horizon 2020 e tramite il European Investment Fund.
Gli eurodeputati firmatari sottolineano la necessità di tracciare una linea netta tra l’uso legittimo di tecnologie di sorveglianza per finalità di sicurezza nazionale – come il contrasto al terrorismo o alla criminalità organizzata – e un impiego distorto volto a intimidire la stampa o ostacolare inchieste giornalistiche.
Nel testo dell’interrogazione si chiede quali verifiche preventive e successive siano state condotte sui beneficiari dei fondi e come la Commissione intenda impedire che la clausola della “sicurezza nazionale” venga utilizzata per giustificare attività di spionaggio contro i media e quali autorità europee vigilino sulla legittimità di tali pratiche, soprattutto in assenza di risposte da parte degli Stati membri coinvolti.
A nome della Commissione la vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, ha ribadito che tutti i finanziamenti Ue sono soggetti a controlli rigorosi previsti dal regolamento finanziario. Tra questi figurano la consultazione del sistema EDES (Early Detection and Exclusion System), la verifica della capacità giuridica e finanziaria dei beneficiari e audit ex post. In caso di violazioni accertate, Bruxelles può sospendere o recuperare i fondi.
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