23 Aprile 2026
PoliticaSardegna

Spopolamento Italia: in dieci anni oltre un milione di giovani all’estero.

In dieci anni oltre un milione di giovani italiani ha lasciato il Paese per trasferirsi all’estero. È quanto emerge dal nuovo rapporto Istat, che fotografa un fenomeno in crescita e sempre più caratterizzato dalla partenza di giovani qualificati. Tra il 2014 e il 2023, oltre 367 mila emigranti avevano tra i 25 e i 34 anni, di cui quasi 146 mila erano laureati (il 39,7%). La Germania si conferma la destinazione prediletta, seguita da Regno Unito, Svizzera, Spagna e Francia. Tra i Paesi extra-europei, in testa ci sono gli Stati Uniti.

Il flusso non si arresta. Solo nel 2024, secondo i dati parziali, gli espatri complessivi hanno toccato quota 191 mila, con un aumento del 20,5% rispetto al 2023. A trainare la crescita sono proprio i cittadini italiani: 156 mila partenze (+36,5%). Un dato che ridisegna anche la geografia delle destinazioni, con la Germania che sorpassa il Regno Unito (20 mila contro 18 mila espatri), mentre la Spagna (19 mila) si avvicina al podio.

Ma i numeri più allarmanti riguardano i giovani laureati. Il 2023 ha segnato un record storico: 21 mila espatri tra i 25 e i 34 anni con titolo universitario, in aumento del 21,2% rispetto all’anno precedente. Contemporaneamente, i rientri sono in calo: appena 6 mila (-4,1%). Il risultato? Una perdita netta di 16 mila giovani altamente qualificati. In totale, nel decennio, il saldo migratorio dei laureati di questa fascia d’età è negativo per circa 97 mila unità.

“Un significativo deficit di capitale umano qualificato”, sottolinea l’Istat. E le conseguenze si riflettono sul territorio: il Nord ha perso oltre 48 mila giovani laureati, il Centro 16 mila, il Mezzogiorno poco più di 32 mila. Tuttavia, mentre Nord e Centro riescono a bilanciare le perdite grazie ai trasferimenti interni, il Sud d’Italia subisce una doppia emorragia: all’estero e verso le altre regioni. Il saldo complessivo è drammatico: oltre 179 mila giovani laureati in meno dal 2014.

L’analisi territoriale delle migrazioni interne conferma che il Mezzogiorno, anche nel 2024, continua a perdere residenti: -52 mila (-2,6 per mille), a fronte di un guadagno di 47 mila persone per il Nord (+1,7 per mille). Il movimento interno coinvolge complessivamente 1,4 milioni di individui, in lieve calo rispetto al 2023 (-1,4%), ma in linea con la crescita decennale.

Sul fronte dell’immigrazione, l’Italia accoglie nel 2024 oltre 382 mila nuovi arrivati, con il Nord in testa (204 mila), seguito da Sud (101 mila) e Centro (77 mila). Cala il flusso dai Paesi Ue (-16,4%), ma restano forti gli ingressi dall’Albania (27 mila) e dall’Ucraina (25 mila), quest’ultimo in rallentamento dopo il picco dovuto al conflitto.

Nel complesso, il tasso migratorio con l’estero si attesta nel 2024 al 4,1 per mille residenti. Ma dietro i numeri, il bilancio è chiaro: l’Italia continua a perdere giovani, e in particolare quelli più preparati, a ritmi che preoccupano non solo per la demografia, ma per il futuro stesso del Paese.

Foto di Kaserei da Pixabay.com