Europa

Spopolamento e bilancio Ue 2028-2034, PPE: “Includere criteri demografici espliciti nella PAC”.

Lo spopolamento delle aree rurali entra nel dibattito sulla futura Politica agricola comune. Il 7 novembre 2025 gli eurodeputati Borja Giménez Larraz e Carmen Crespo Díaz (PPE) hanno presentato una interrogazione prioritaria alla Commissione europea chiedendo di includere criteri demografici espliciti nella PAC per il periodo 2028-2034.

Al centro della questione c’è la proposta della Commissione sul nuovo quadro finanziario pluriennale, che riorganizza la PAC superando gli attuali fondi EAGF, EAFRD e LEADER e introducendo Piani nazionali e regionali di partenariato. Una riforma che, secondo i firmatari, comporta un taglio complessivo delle risorse del 22% — da 386,6 miliardi di euro nel periodo 2021-2027 a 295,7 miliardi — e un forte aumento del cofinanziamento nazionale, che arriverebbe al 60% nelle regioni più sviluppate e al 40% in quelle in transizione.

Gli eurodeputati nell’interrogazione hanno citato, in particolare, la situazione dell’Aragona, dove la densità di popolazione è di appena 28,3 abitanti per chilometro quadrato, a fronte dei 97,5 della media spagnola e dei 109 dell’Unione europea. In questa regione, il 70% del territorio ospita solo il 2% della popolazione. Un quadro che, secondo i firmatari, mette in luce i limiti di un sistema che privilegia il Pil come criterio di assegnazione delle risorse, penalizzando le aree colpite da spopolamento e rendendo più difficile sostenere l’attività agricola e il radicamento delle comunità locali.

Nell’interrogazione si chiede quindi se la Commissione intenda modificare gli articoli 10 e 20 della proposta di regolamento sulla PAC 2028-2034 per includere esplicitamente criteri come lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione e le caratteristiche del territorio; se le regioni avranno un ruolo attivo nella programmazione dei fondi, in linea con il principio di sussidiarietà; e quali strumenti concreti garantiranno che la futura PAC contribuisca alla coesione territoriale e demografica.

A nome della Commissione europea, ieri, il commissario Christophe Hansen, ha dichiarato che gli Stati membri saranno chiamati a “elaborare Piani nazionali e regionali di partenariato integrati, pensati per rispondere alle specifiche sfide territoriali nel rispetto degli obiettivi del Fondo”. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento dell’attrattività dei territori rurali, il sostegno al diritto di restare nelle aree interne, il ricambio generazionale in agricoltura, il miglioramento dei servizi e delle infrastrutture e la creazione di nuove attività economiche.

“La proposta della PAC – prosegue – include già strumenti volti a sostenere la coesione economica, demografica e territoriale delle zone rurali, in particolare di quelle svantaggiate. La presidente della Commissione ha inoltre inviato una lettera al Parlamento europeo e alla presidenza del Consiglio proponendo l’introduzione di un obiettivo rurale del 10%, per garantire la continuità degli investimenti nelle aree rurali e mantenerle vitali e attrattive”.

Quanto ai criteri di ripartizione delle risorse, la Commissione ha poi evidenziato che la formula prevista nell’allegato 1 della proposta sui Piani di partenariato tiene conto della “popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale che vive nelle aree rurali”, considerata un indicatore significativo delle dinamiche demografiche richiamate dagli eurodeputati.

Infine, l’esecutivo europeo ribadisce la centralità del principio di partenariato. Le regioni, assicura la Commissione, saranno coinvolte in modo sostanziale nelle fasi di progettazione, attuazione e valutazione dei Piani, con la possibilità di interloquire direttamente con Bruxelles nella gestione dei capitoli regionali o territoriali. Un apposito “regional check” dovrà inoltre dimostrare come le autorità locali siano state coinvolte, garantendo rappresentatività e trasparenza nel processo decisionale.