9 Agosto 2026
Sardegna

Sostenibilità, oltre la metà della Gen Z si proclama ambientalista.

Il 53% dei giovani della Generazione Z si definisce ambientalista, un dato che conferma l’attenzione crescente delle nuove generazioni per i temi legati alla sostenibilità ambientale, sociale e sanitaria. È quanto emerge dalla seconda edizione dell’Osservatorio sui giovani e la sostenibilità, promosso da Angelini Industries.

Uno studio che ha coinvolto un campione di 4.000 persone, di cui 600 tra i 16 e i 30 anni, e che fotografa una Gen Z non solo più informata sul cambiamento climatico rispetto alla popolazione generale, ma anche pronta ad agire, anche attraverso il boicottaggio: il 43% dei giovani ha infatti rinunciato all’acquisto di prodotti o marchi ritenuti socialmente o eticamente inadeguati, contro il 37% del totale degli intervistati.

Tra i dati più rilevanti, il 91% dei Gen Z crede nelle previsioni scientifiche sui rischi climatici legati al superamento della soglia di +1,5 °C rispetto all’epoca preindustriale, e il 63% ritiene probabile che il pianeta diventi inabitabile nel corso della propria vita. Solo il 7% dei giovani si dichiara scettico, contro un ben più ampio 35% nella popolazione generale (dati Censis 2023).

Il 55,3% dei giovani intervistati, inoltre, ha dichiarato di fare la raccolta differenziata in modo accurato (+3,4% rispetto al 2024). Ancora, il 38% riduce il consumo di acqua (+7%), mentre il 24,5% preferisce utilizzare mezzi pubblici all’auto privata (+8,3%)

La sostenibilità diventa anche un criterio di consumo. Oltre il 79% dei Gen Z cambierebbe volentieri la propria marca del cuore con una concorrente più responsabile dal punto di vista ambientale e sociale. E il 60% sarebbe disposto a pagare di più per un prodotto realmente sostenibile, contro il 46,5% della popolazione generale.

Il concetto di sostenibilità per i giovani va ben oltre l’ambiente: l’81,5% associa il concetto di “One Health” in primo luogo alla salute mentale, segno di una crescente attenzione al benessere psicologico. Tuttavia, solo il 22,9% della Gen Z giudica ottimo il proprio stato mentale, e appena un giovane su cinque afferma di non avere alcun disagio psicologico, contro il 35,9% degli over 30.