Sondaggi, Vannacci supera Forza Italia: sul fenomeno pesano più i reel che i programmi?
Dopo la Lega Salvini, il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, supera anche Forza Italia. È questo il dato che emerge dalla media dei sondaggi rilevata tra il 23 e il 29 agosto.
Nel centrodestra Fratelli d’Italia resta il primo partito del Paese, ma scende al 26,9%, il risultato peggiore per la formazione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni dalle elezioni politiche del 2022. Una percentuale, però, che sembrerebbe blindare la riconferma alla guida della coalizione alle prossime elezioni politiche del 2027.
Secondo la media delle rilevazioni di Tp, Winpoll, Lab21, Bidimedia e Piepoli, Futuro Nazionale sale al 7,4% delle intenzioni di voto, superando una Forza Italia in calo al 7,3%, mentre la Lega tocca il nuovo minimo storico del 5,5%.
Nel campo progressista, il Partito Democratico di Elly Schlein resta sostanzialmente fermo al 21%, il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte scende al 12,6%, Avs sale al 6,6%.
Stabili Italia Viva-Casa Riformista al 2,4% e +Europa all’1,4%, mentre Azione di Carlo Calenda scivola al 2,8%, sotto la soglia di sbarramento del 3%.
Il dato sulla crescita di Futuro Nazionale merita però una riflessione che va oltre la semplice lettura numerica. Vannacci ha costruito il proprio consenso quasi interamente sulla propria immagine social, fatta di reel, uscite muscolari e un programma politico calibrato su pochi temi identitari, ricorrenti e volutamente polarizzanti.
Un impianto comunicativo che solleva più di un interrogativo sulla capacità del movimento di rappresentare quella classe dirigente di cui il Paese avrebbe bisogno, piuttosto che l’ennesimo fenomeno populista , sul modello di quanto già avvenuto con il Movimento 5 Stelle , capace di intercettare consenso ma non di tradurlo in amministrazione concreta, con il rischio di far perdere al Paese ulteriori occasioni e anni di produttività.
Colpisce, in particolare, che questo sentiment favorevole si stia consolidando nei confronti di una figura che non ha alle spalle alcuna esperienza amministrativa comprovata, né a livello locale, né regionale, né nazionale. Sorprende anche un tale successo alla luce delle uscite dei vari consiglieri regionali di FN. Un fenomeno che interroga la qualità del dibattito pubblico italiano: quanto della crescita di Vannacci sia il frutto di una reale proposta politica strutturata, e quanto invece derivi semplicemente dalla capacità di occupare gli spazi social con contenuti immediati, emotivi e privi di reale sostanza programmatica, resta una domanda aperta , e non di poco conto, per chi osserva l’evoluzione del quadro politico italiano in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
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