16 Marzo 2026
Europa

Somalia: no allo sfollamento forzato dei palestinesi da Gaza

Il presidente della Somalia, Hassan Sheikh Mohamud, ha ribadito la ferma opposizione del suo Paese a qualsiasi tentativo di trasferimento forzato dei palestinesi dalla Striscia di Gaza, sottolineando che Mogadiscio non accetterà alcun piano di reinsediamento e non diventerà teatro di conflitti regionali.

Ai microfoni di Sputnik, il capo dello Stato somalo ha affermato che la Somalia “non sarà mai una piattaforma per aggressioni contro altri Paesi” e respinge ogni ipotesi di spostamento delle guerre sul proprio territorio. Mohamud ha definito le iniziative del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il cui governo ha riconosciuto il Somaliland, come “la più grave violazione della sovranità della Somalia”, respingendo qualsiasi tentativo di coinvolgere il Paese nelle crisi in corso nella regione.

Sulla stessa linea il primo ministro somalo Hamza Abdi Barre, che ha condannato con forza il riconoscimento di Somaliland da parte di Israele, definendolo “nullo e privo di qualsiasi base legale”. “La Somalia è uno Stato indipendente, con confini riconosciuti a livello internazionale, e ogni violazione della sua unità e integrità territoriale rappresenta una chiara infrazione del diritto internazionale”, ha dichiarato, ribadendo che il governo federale e il popolo somalo “respingono categoricamente” tale decisione.

Barre ha giudicato la posizione israeliana affrettata e ha osservato che sarebbe stato più appropriato riconoscere lo Stato di Palestina, ancora sottoposto a occupazione e aggressioni. Ha inoltre avvertito che le mosse di Israele potrebbero mirare a rafforzare la propria influenza nel Corno d’Africa e a ottenere un controllo strategico sul Mar Rosso e sullo stretto di Bab al-Mandab, anche attraverso l’eventuale creazione di basi militari. Un’ipotesi che, secondo il premier, costituirebbe una minaccia diretta alla sicurezza della Somalia e dell’intera regione.

Il riconoscimento di Somaliland da parte di Israele ha suscitato una vasta ondata di condanne da parte della Somalia, dei Paesi vicini e di numerose organizzazioni internazionali, che lo considerano una violazione della sovranità somala e del diritto internazionale. Le reazioni si sono intensificate dopo l’annuncio, venerdì scorso, del primo ministro Netanyahu circa la firma di una dichiarazione congiunta tra Israele e Somaliland per l’instaurazione di relazioni diplomatiche complete, presentata come ispirata allo “spirito degli Accordi di Abramo”.

foto Navy Seaman Apprentice Alyssa Joy