18 Luglio 2026
PoliticaSardegna

Solo dopo i roghi, il bando di concorso per nuovi forestali: la politica sarda si sveglia tardi (di nuovo).

Brucia la Sardegna e, puntuale come ogni estate, arriva la toppa dopo lo strappo. La Regione Autonoma della Sardegna, ieri, ha firmato la determina di approvazione del bando di concorso destinato all’assunzione di 96 nuovi agenti del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (concorso che scadrà il prossimo 15 settembre 2025). Tempestività? No, tempismo politico? Anche meno.

Un provvedimento, visti i tempi, che non può che far venire alla mente alcune semplici domande. Non si poteva bandire prima una simile selezione? Era così inaspettata la stagione degli incendi (puntuale ogni estate)? Perchè aspettare che i boschi ardano, i territori siano devastati e i cittadini esasperati, per poi affrettarsi ad adottare gli atti dovuti per “proteggere il territorio” senza alcuna logica (alla luce della recente cronologia degli eventi) e programmazione?

Nel frattempo, l’assessora Mariaelena Motzo ha avuto addirittura l’ardire di affermare che il concorso rappresenta “una delle risposte che la Regione ha voluto dare in modo chiaro e tempestivo”. Me coj***!

Ma cosa c’è di tempestivo in un bando firmato a disastro in corso, i cui effetti reali — ammesso si arrivi all’assunzione — si vedranno solo nel triennio 2025–2027?

Una narrazione istituzionale (non è una novità) in linea con la smania di presentare la minima iniziativa regionale come una svolta strutturale. Ma l’impressione, netta e incontrovertibile, è quella dell’ennesimo intervento reattivo, non preventivo, confermando una politica regionale basata sulla “rincorsa dell’emergenza”…quando va bene.

Da capire, infine, perché non si è ancora proceduto all’assunzione degli oltre 600 operatori che sono stati selezionati per sbloccare il turn over in Forestas. Forze nuove e fresche che avrebbe potuto aiutare a prevenire la piaga degli incendi.