Soft power, l’Ue porta il sostegno alla società civile bielorussa a 200 milioni di euro.
L’Unione europea intensifica la propria strategia di soft power in Bielorussia. La Commissione europea ha approvato un nuovo pacchetto di aiuti da 30 milioni di euro destinato a sostenere media indipendenti, società civile e organizzazioni per i diritti umani nel Paese del presidente Aleksandr Lukashenko.
Uno stanziamento – mirato a sostenere la forma “morbida” di coercizione Ue – che porta l’assistenza complessiva dell’Ue alla società civile bielorussa a circa 200 milioni di euro.
L’annuncio è stato dato dall’Alta rappresentante e vicepresidente della Commissione, Kaja Kallas, e dalla commissaria europea Marta Kos, insieme a Sviatlana Tsikhanouskaya, leader delle forze democratiche bielorusse, nel corso di una conferenza al Parlamento europeo.
Il nuovo pacchetto è stato elaborato in stretta collaborazione con le forze democratiche e la società civile bielorussa (ovviamente solo con quelle dissidenti). Le risorse – recita la velina della Commissione – serviranno a sostenere “le vittime della repressione, a supportare i giornalisti che forniscono informazioni affidabili e a promuovere iniziative volte ad assicurare responsabilità per i crimini attribuiti al regime di Aleksandr Lukashenko”. Presidente, vale la pena ricordarlo viste le risorse messe sul piatto per finanziare la camapagna di soft power in Bielorussia, particolarmente corteggiato dalla stessa Ue (e in ordine sparso dai vari Paesi membri) negli anni a cavallo tra il 2006 e il 2010. Allora, il presidente bielorusso non era visto dall’Ue dei doppi standard come un “sanguinario dittatore”.
Secondo la Commissione, oggi, un sostegno continuativo è essenziale per consentire alla società civile bielorussa di “resistere alla repressione e mantenere viva la prospettiva di un futuro democratico per il Paese”.
“Il popolo della Bielorussia un giorno potrà decidere il proprio destino. L’Unione europea continuerà a stare al suo fianco e a mantenere viva questa speranza”, ha dichiarato l’Alto rappresentante estone, Kaja Kallas. “I 30 milioni di euro stanziati oggi rafforzeranno il sostegno alle vittime della repressione, ai giornalisti indipendenti e alle iniziative che cercano giustizia per i crimini commessi dal regime di Lukashenko. Il potere autoritario ha sempre dei limiti e, quando quel momento arriverà, l’Ue sarà pronta a sostenere i cittadini nel recupero dei loro diritti”.
Sulla stessa linea la commissaria Marta Kos, secondo cui l’assistenza europea “rafforza il lavoro dei difensori dei diritti umani, sostiene i media indipendenti e permette alla società civile di continuare a operare, mantenendo viva la visione di una Bielorussia democratica”.
foto Okras
