17 Marzo 2026
Sardegna

Social network e solitudine: il paradosso dei giovani sempre connessi

Più tempo trascorso sui social media non significa necessariamente maggiore connessione sociale. Al contrario, un nuovo studio condotto negli Stati Uniti su quasi 65 mila studenti universitari evidenzia un paradosso crescente tra i giovani: più ore online corrispondono a una maggiore probabilità di sentirsi soli.

La ricerca, pubblicata sul Journal of American College Health, mostra che gli utenti più assidui hanno fino al 38% di probabilità in più di percepirsi isolati rispetto a chi non utilizza i social. Secondo gli autori, trascorrere almeno 16 ore a settimana sulle piattaforme — circa due ore al giorno — è già associato a un aumento significativo del rischio di solitudine.

Lo studio ha analizzato i dati di 64.988 studenti, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, provenienti da oltre 120 college statunitensi. Ai partecipanti è stato chiesto quanto spesso si sentissero esclusi, privi di compagnia o isolati: il risultato mostra che oltre la metà degli intervistati (54%) prova sentimenti di solitudine.

L’analisi rivela una relazione progressiva tra tempo online e isolamento percepito. Chi trascorre tra le 16 e le 20 ore settimanali sui social registra un aumento del 19% della probabilità di sentirsi solo; la percentuale sale al 23% per chi resta connesso tra 21 e 25 ore, al 34% tra 26 e 30 ore, fino a raggiungere il 38% per gli utenti più intensivi, con oltre 30 ore settimanali di utilizzo.

Secondo i ricercatori, non è possibile stabilire con certezza un rapporto di causa-effetto: l’uso intensivo dei social potrebbe alimentare la solitudine, ma anche rappresentare un rifugio per chi si sente già isolato. Tuttavia, gli studiosi osservano che l’eccessivo tempo trascorso online rischia di sostituire le interazioni faccia a faccia, fondamentali per il benessere psicologico.

La prima età adulta, spiegano gli autori, è una fase caratterizzata da forti cambiamenti — dall’ingresso all’università alla costruzione di nuove relazioni — e le istituzioni accademiche dovrebbero giocare un ruolo attivo nel promuovere legami reali tra gli studenti.

Tra i risultati emersi, gli studenti coinvolti in confraternite e attività sociali risultano meno inclini alla solitudine, mentre chi vive fuori dal campus o a casa mostra livelli più elevati di isolamento percepito.

foto Gerd Altmann da Pixabay.com