17 Luglio 2026
Sardegna

Social network d’estate: neuropsichiatri in allerta. “Con le vacanze cresce il rischio di iperconnessione”

Con la chiusura delle scuole e l’esplosione del tempo libero estivo, cresce il rischio che bambini e adolescenti scivolino in un uso incontrollato di social network e piattaforme digitali. A lanciare l’allarme è la Sinpia, la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza, insieme all’Istituto di Neuropsichiatria infantile Giovanni Bollea dell’Aou Policlinico Umberto I-Sapienza di Roma, che rivolgono un appello diretto a famiglie e istituzioni: l’estate non può diventare una stagione di abbandono digitale.

I dati parlano chiaro. Secondo le rilevazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, tra il 2018 e il 2022 la quota di adolescenti con un uso problematico dei social è salita dal 7 all’11%, con un impatto sproporzionatamente maggiore sulle ragazze. Il fenomeno si associa a una costellazione di effetti negativi: disturbi del sonno, ansia, depressione e calo del rendimento scolastico. La letteratura scientifica più recente, relativa al biennio 2024-2025, aggiunge un elemento ancora più allarmante: per i minori più vulnerabili, l’esposizione frequente a contenuti autolesivi può associarsi a un aumento a breve termine di pensieri suicidari e impulsi pericolosi.

“È fondamentale richiamare l’attenzione di famiglie, scuole e istituzioni sulla necessità di governare l’uso dei social network con equilibrio, regole e una solida educazione digitale”, afferma Elisa Fazzi, neuropsichiatra infantile dell’Università di Brescia e presidente Sinpia. “La sfida non è demonizzare la tecnologia, ma proteggere bambini e adolescenti da un uso non regolato attraverso una strategia di accompagnamento graduale, evitando sia l’iper-controllo che l’abbandono educativo”.

Gli esperti sottolineano che gli effetti dei social dipendono da una pluralità di fattori: l’età del minore, la qualità dei contenuti fruiti, la vulnerabilità individuale e , soprattutto , la presenza di adulti competenti come punti di riferimento.

Le insidie: dal contagio emotivo all’effetto trigger.

La Sinpia identifica tre dinamiche problematiche che genitori e istituzioni devono imparare a riconoscere.

La prima è l’effetto trigger: certi contenuti funzionano come innesco immediato, capace di scatenare comportamenti disfunzionali anche ad alto rischio, in particolare in ragazzi che vivono già situazioni di isolamento o difficoltà emotiva.

La seconda è il contagio sociale: si osserva una preoccupante tendenza alla normalizzazione e alla spettacolarizzazione del dolore psichico, che può alimentare fenomeni di imitazione tra i pari più fragili.

La terza riguarda le dinamiche di gruppo online: le community digitali possono amplificare vulnerabilità preesistenti, trasformando pratiche pericolose in fenomeni collettivi che finiscono per disinibire il singolo.

Ma i social non sono solo un pericolo.

Gli esperti tengono a sottolineare che la rete non è solo minaccia. “I social offrono anche opportunità preziose”, ricordano dalla Sinpia: possono favorire il senso di appartenenza, contrastare l’isolamento, facilitare l’accesso a informazioni e al supporto tra pari, stimolare la creatività. “Per molti adolescenti fragili, lo spazio digitale rappresenta un luogo fondamentale di ascolto e confronto”.

Le raccomandazioni per i genitori.

In vista dell’estate, la Sinpia indica alcune regole pratiche per le famiglie. Non usare i dispositivi come baby sitter per calmare i bambini. Rispettare i limiti di età previsti dalle piattaforme. Evitare l’accesso ai social prima della preadolescenza. E soprattutto, non lasciare i figli soli davanti agli schermi: la presenza , fisica e educativa , di un adulto resta la difesa più efficace contro i rischi del web.

foto albersHeinemann da Pixabay.com