11 Marzo 2026
CulturaEuropa

Social media e minori, l’UE valuta l’innalzamento dell’età minima a 16 anni

Con l’uso dei social media sempre più precoce e pervasivo tra gli adolescenti, torna al centro del dibattito europeo la possibilità di innalzare l’età minima per l’accesso alle piattaforme digitali. Attualmente fissata a 13 anni dalla maggior parte dei social network, questa soglia è spesso aggirata con facilità, come evidenziato dall’Ö3 Youth Study 2025, secondo cui l’85% dei giovani tra i 15 e i 16 anni si dichiara favorevole a un limite d’età più alto, fissato a 16 anni.

Servono, in assenza di agenzie di socializzazione primaria solide, azioni d’urto per tutelare la salute mentale dei giovani, contrastare la disinformazione (ampiamente prodotta anche all’interno dei cosiddetti media mainstream) e l’isolamento digitale dei giovani europei.

In linea con il Digital Services Act, entrato in vigore nel 2024, la Commissione ha avviato una riflessione più ampia sulla protezione dei minori online, comprese norme più severe sull’età e l’identificazione degli utenti. Ma per una modifica strutturale dell’età minima serve l’accordo tra Stati membri che, al momento, non sembrano mettere in cima alla propria agenda la tutela dei giovani nell’ambiente digitale.

Eppure la preoccupazione per l’impatto dei social media sulla salute mentale giovanile, con tanto di studi che evidenziano legami tra uso intensivo delle piattaforme e ansia, isolamento sociale o dipendenza comportamentale, è palpabile a tutti i livelli.

La Commissione stessa, infine, non ha ancora preso una posizione ufficiale, ma l’apertura a una valutazione completa di vantaggi e criticità di un’età minima a 16 anni segna un possibile punto di svolta nel rapporto tra Europa, giovani e ambiente digitale.

foto Gerd Altmann da Pixabay.com