Social media e giovani, al via la prima indagine UE sull’impatto sulla salute mentale.
L’Unione europea si prepara – con ampio ritardo – a lanciare la prima indagine paneuropea sull’impatto dei social media sul benessere psicologico dei giovani. L’annuncio arriva in risposta a un’interrogazione parlamentare firmata da oltre venti eurodeputati di diversi gruppi politici, che chiedevano chiarimenti sulla portata e sugli obiettivi dell’iniziativa annunciata dalla presidente Ursula von der Leyen nel luglio 2024.
La Commissione ha confermato che lo studio si concentrerà in particolare sui rischi legati alla progettazione “dipendenza-indotta” delle piattaforme online e all’eccessivo tempo trascorso davanti agli schermi. L’indagine riguarderà soprattutto bambini e adolescenti, considerati estremamente vulnerabili a conseguenze cognitive e psicologiche potenzialmente irreversibili.
Secondo la risposta ufficiale firmata dal commissario Olivér Várhelyi, l’indagine è ancora “in fase di definizione” per quanto riguarda metodologia, ambito e tempistiche. Tuttavia, essa si baserà su dati già raccolti nell’ambito del Regolamento sui Servizi Digitali (DSA), attraverso il quale la Commissione sta monitorando i rischi per la salute mentale derivanti da piattaforme come TikTok e Meta.
Parallelamente, è in fase di preparazione un nuovo piano d’azione europeo contro il cyberbullismo. L’obiettivo è quello di armonizzare la definizione del fenomeno, raccogliere e diffondere buone pratiche, rafforzare la cooperazione con aziende tecnologiche e società civile, e incentivare la cultura della segnalazione e del supporto tra i giovani utenti.
Entrambe le iniziative saranno coordinate tra loro e integrate nell’ambito del futuro atto legislativo sull’equità digitale, volto a promuovere un ambiente online più sano, inclusivo e sicuro per tutti i cittadini europei, con un’attenzione particolare alle generazioni più giovani.
Con un dato che mostra il 96% dei giovani europei connessi quotidianamente a internet e un utente su tre minorenne, l’inchiesta rappresenta un passo importante per comprendere – e regolare – l’impatto crescente del mondo digitale sullo sviluppo psicofisico delle nuove generazioni.
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