17 Luglio 2026
Europa

Slittano i colloqui Usa-Iran in Svizzera: rinviata la partenza di Vance, negoziati sospesi per problemi organizzativi

Nuovo rallentamento nel delicato processo diplomatico tra Stati Uniti e Iran. La Casa Bianca ha annunciato il rinvio della partenza del vicepresidente JD Vance per la Svizzera, dove avrebbero dovuto prendere il via i colloqui tecnici tra le delegazioni dei due Paesi nell’ambito dell’accordo siglato questa settimana a Islamabad.

Secondo quanto riferito da un portavoce dell’amministrazione americana, i dettagli logistici dei negoziati non sono ancora stati definiti e questo ha impedito la partenza del vicepresidente prevista per giovedì sera.

“Al momento il vicepresidente non partirà questa sera”, ha dichiarato la Casa Bianca, sottolineando che la delegazione statunitense resta pronta a raggiungere il luogo dei colloqui non appena le condizioni organizzative lo consentiranno. “La logistica di questi negoziati non è mai stata semplice né prevedibile”, ha aggiunto il portavoce.

Poche ore prima, lo stesso Vance aveva confermato l’intenzione di recarsi in Svizzera, lasciando intendere che i colloqui tecnici con Teheran avrebbero potuto iniziare nel corso del fine settimana. Il vicepresidente aveva tuttavia ammesso l’esistenza di difficoltà operative, definendo l’organizzazione degli incontri particolarmente complessa.

A complicare ulteriormente il quadro è arrivata nella notte la comunicazione del Ministero degli Esteri svizzero, che ha annunciato la cancellazione dell’incontro previsto venerdì nella località di Bürgenstock. In una successiva nota, Berna ha precisato che i colloqui programmati tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati a data da destinarsi, ribadendo la disponibilità della Svizzera a continuare a svolgere un ruolo di facilitatore.

Il rinvio rappresenta il primo ostacolo concreto dopo la firma del “Memorandum d’intesa di Islamabad”, sottoscritto mercoledì in formato elettronico dal presidente statunitense Donald Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, con la mediazione del primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.

Uno slittamento , secondo alcuni analisti, che non viene ufficialmente interpretato come una rottura del dialogo, ma evidenzia le difficoltà che continuano a caratterizzare il percorso diplomatico tra le parti, in una fase considerata cruciale per la stabilità del Medio Oriente.

foto https://www.president.gov.ua/