Siria, l’Ue chiede cooperazione contro il terrorismo ma sostiene l’ex al-Qaeda al-Sharaa
La situazione delle minoranze in Siria continua a destare forte preoccupazione a livello europeo. In un’interrogazione rivolta alla Commissione europea, un gruppo di eurodeputati, tra cui Bert-Jan Ruissen, Assita Kanko e Carlo Fidanza, ha acceso i riflettori sulle condizioni di comunità vulnerabili come yazidi, curdi, cristiani e drusi, ancora esposte a rischi di violenza, sfollamento e discriminazione.
Il tema si inserisce nel nuovo quadro delle relazioni tra Unione europea e Siria, dopo la revoca delle sanzioni decisa nel dicembre 2024 in seguito al cambio di regime e lo stanziamento di 5,8 miliardi di euro a sostegno del Paese e dell’area regionale. Un passaggio rafforzato anche dall’incontro del gennaio 2026 a Damasco tra la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e le autorità siriane guidate dal presidente al-Sharaa. Ricordiamolo, ex uomo di al-Qaeda.
Nella risposta fornita dall’Alto rappresentante e vicepresidente Kaja Kallas, la Commissione ha ribadito l’impegno dell’UE nel sostenere il popolo siriano durante la delicata fase di transizione, attraverso aiuti umanitari e programmi di sviluppo socioeconomico destinati sia alla Siria sia ai Paesi limitrofi. Le risorse, ha precisato Bruxelles, sono orientate a rispondere ai bisogni più urgenti e a favorire una transizione politica inclusiva dopo oltre quattordici anni di conflitto.
Nel corso della visita a Damasco, i vertici europei hanno inoltre sottolineato la necessità che le autorità di transizione garantiscano il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti i cittadini, senza discriminazioni. Secondo la Commissione, non può esserci stabilità duratura senza un processo politico realmente inclusivo, capace di assicurare rappresentanza e pari diritti all’interno delle istituzioni statali.
Particolare attenzione viene rivolta anche alla sicurezza nella regione nord-orientale del Paese, dove i recenti sviluppi aumentano il rischio di una riorganizzazione di Da’esh. In questo contesto, l’UE ha invitato le autorità siriane ad assumere il pieno controllo della situazione, prevenire fughe o rilasci incontrollati dai campi di detenzione, come quello di Al-Hol, e collaborare con la coalizione internazionale impegnata nel contrasto al terrorismo.
Un aspetto, quest’ultimo, decisamente paradossale essendo lo stesso leader siriano un terrorista con un passato tra le fila di diverse organizzazioni terroristiche, come al-Qaeda.
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