8 Giugno 2026
Europa

Siria, critiche all’UE: “Finanziamenti a un regime islamista che sopprime diritti”.

L’Unione Europea (e le sue “generose elargizioni” verso i regimi anti-democratici), è finita nel mirino per il continuo sostegno finanziario alla Siria, accusata da alcune forze politiche di finanziare un regime islamista che reprime i diritti delle minoranze e delle donne. A sollevare il caso è l’eurodeputata Barbara Bonte (PfE), che ha chiesto chiarimenti sul senso e sulle condizioni degli aiuti.

Dall’inizio del conflitto siriano nel 2011, l’UE e i suoi Stati membri hanno promesso oltre 37 miliardi di euro in aiuti destinati al Paese e alla regione. Lo scorso marzo 2025, la Commissione ha annunciato un nuovo pacchetto da 2,5 miliardi di euro per sostenere quella che definisce “la transizione in Siria”.

Secondo la Commissione, il contributo europeo serve a “rispondere ai bisogni umanitari urgenti” e a “costruire un futuro giusto, inclusivo e stabile” per il popolo siriano. Ma secondo Bonte (e non solo), queste parole appaiono sempre più lontane dalla realtà sul campo.

L’eurodeputata denuncia che, nonostante gli aiuti, il regime siriano “continua a esercitare violenza contro le minoranze, come gli alawiti e i drusi, a smantellare diritti fondamentali a partire da quelli delle donne”. I

È dunque inevitabile domandarsi perché, nonostante le gravi violazioni documentate, continuino i finanziamenti al regime del bombarolo al-Jolani da parte dell’Ue.

Una questione che riapre il dibattito sulla strategia dell’UE in Siria: sostenere la popolazione senza rafforzare il potere centrale di Damasco è un equilibrio sempre più difficile da mantenere.

foto Alexis Haulot Copyright: © European Union 2025 – Source : EP