Siria, Consiglio di Sicurezza ONU: “Escalation di violenza nella regione di Sweida”
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite lancia l’allarme per la drammatica escalation di violenza nella regione siriana di Sweida, iniziata a metà luglio. In una dichiarazione ufficiale, l’organo internazionale condanna con fermezza gli attacchi contro i civili e chiede misure urgenti per la loro protezione e per garantire l’accesso umanitario.
Il conflitto è scoppiato il 12 luglio con rapimenti reciproci tra gruppi drusi e tribù beduine, degenerando rapidamente in scontri armati che hanno coinvolto anche le forze di sicurezza siriane. La situazione è precipitata con segnalazioni di esecuzioni extragiudiziali, profanazioni di cadaveri e saccheggi. Filmati diffusi sui social media hanno aggravato le tensioni settarie e alimentato disinformazione.
Secondo la dichiarazione adottata domenica dagli ambasciatori, la violenza ha causato “uccisioni di massa” e ha costretto alla fuga interna circa 192.000 persone.
Il Consiglio condanna “con forza” gli atti di violenza contro i civili e invita tutte le parti a rispettare il cessate il fuoco, garantendo la protezione della popolazione civile. L’organo ribadisce inoltre il rispetto degli obblighi derivanti dal diritto internazionale umanitario e dai diritti umani, sottolineando in particolare la necessità di tutelare il personale medico e umanitario.
La dichiarazione sollecita le autorità siriane ad interim a proteggere tutti i cittadini “indipendentemente da etnia o religione” e avverte che “non può esserci una vera ripresa in Siria senza sicurezza e protezione per tutti”.
Riaffermando le risoluzioni ONU, tra cui la 2254 del 2015, il Consiglio ribadisce il suo “forte impegno per la sovranità, l’indipendenza, l’unità e l’integrità territoriale della Repubblica Araba di Siria” e invita tutti gli Stati a evitare “interferenze negative o distruttive” che possano destabilizzare ulteriormente il Paese.
La dichiarazione ricorda anche l’Accordo di Disimpegno del 1974 e il mandato della Forza di Osservazione delle Nazioni Unite (UNDOF) sul Golan, invitando tutte le parti a rispettarne i termini per mantenere la calma.
Sul fronte della lotta al terrorismo, il Consiglio esprime “grave preoccupazione” per la minaccia rappresentata dai combattenti terroristi stranieri in Siria, esortando a misure decise contro l’ISIS e Al-Qaida, nel rispetto delle risoluzioni pertinenti.
Infine, il Consiglio ribadisce l’appello a un processo politico inclusivo, guidato e di proprietà siriana, basato sulla risoluzione 2254, per tutelare i diritti di tutti i siriani e permettere loro di determinare il proprio futuro in modo pacifico, indipendente e democratico.
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