Simit: in Italia sono oltre 15 milioni gli over 65.
In un Paese che invecchia rapidamente, la prevenzione delle malattie infettive diventa una priorità strategica per la sanità pubblica. Gli over 65 italiani hanno superato i 15 milioni e, secondo le proiezioni, entro il 2050 saranno tre volte più numerosi dei giovani sotto i 15 anni. La sfida per garantire una presa in carico efficace e sostenibile di una popolazione sempre più anziana e fragile è stata al centro del quarto appuntamento del ciclo “La Sanità che vorrei…”, promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (Simit) e organizzato da Aristea International.
Prevenire le infezioni per proteggere i più vulnerabili.
L’incontro, dal titolo “Pazienti fragili: prevenzione e presa in carico per i soggetti anziani e con comorbidità. Piano Pandemico: strategie e operatività per un’efficace prevenzione”, si è svolto al Ministero della Salute, con la partecipazione di numerose società scientifiche, rappresentanti istituzionali, associazioni di pazienti e imprese del settore.
Il direttore scientifico della Simit, Massimo Andreoni, e il past president, Claudio Mastroianni, hanno evidenziato la centralità della vaccinazione mirata come prima difesa contro le complicanze infettive. “Gli anziani e i pazienti con comorbidità sono oggi i più esposti a gravi infezioni — ha spiegato Mastroianni —. Servono campagne vaccinali su misura contro influenza, Covid-19, Herpes Zoster, virus respiratorio sinciziale, pneumococco e meningococco. Prevenire significa ridurre ricoveri e complicanze, garantendo percorsi territoriali integrati in grado di intercettare precocemente fragilità e rischio infettivo”.
Il nuovo Piano Pandemico 2025-2029.
Durante l’incontro è stato illustrato il nuovo Piano Pandemico Nazionale 2025-2029, in via di emanazione, che incorpora le lezioni apprese dalla recente pandemia e introduce strumenti innovativi per la sicurezza sanitaria.
“Il nuovo Piano — ha spiegato Andreoni — segna un passo avanti decisivo: prevede non solo reti di diagnosi tempestiva e protocolli di contenimento, ma anche la disponibilità di farmaci antivirali in grado di bloccare la diffusione di un virus già nelle prime fasi di un’epidemia. In attesa dei vaccini pandemici, l’uso mirato di antivirali potrà ridurre in modo significativo la circolazione dei patogeni e proteggere i soggetti più fragili”.
Una sanità integrata e multidisciplinare.
L’obiettivo condiviso dai partecipanti è costruire una nuova cultura della prevenzione, capace di integrare territorio, ospedale e comunità, promuovendo modelli assistenziali più innovativi e sostenibili. Se ne è discusso nella tavola rotonda “Demografia, società e sanità: le politiche da adottare in un Paese sempre più vecchio”, alla presenza di parlamentari, rappresentanti delle Regioni e delle società scientifiche.
I senatori Daniele Manca e Orfeo Mazzella, insieme ai deputati Gian Antonio Girelli e Simona Loizzo, hanno ribadito l’impegno per rafforzare la sanità territoriale, mentre Roberto Ieraci della Regione Lazio ha illustrato le esperienze regionali in materia di prevenzione.
Verso un modello sanitario personalizzato.
La sessione scientifica ha posto l’accento su un approccio personalizzato alla cura dei pazienti fragili, con particolare attenzione alla Valutazione Multidimensionale (VMD), strumento che consente di analizzare in modo integrato gli aspetti clinici, psicologici e sociali dell’assistito. Le Linee Guida nazionali Simg-Sigot, con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità, delineano un nuovo modello di presa in carico.
Nel contesto si inserisce il progetto Radar della Simg, illustrato da Renato Fanelli, che punta a creare una governance delle cure basata su stratificazione del rischio, interventi mirati e formazione di medici di medicina generale esperti nella “medicina della complessità”.
