15 Settembre 2026
Europa

Sicurezza nucleare: la Cina (numero 2 al mondo) sotto la lente dell’Agenzia atomica internazionale.

La Cina ha compiuto notevoli progressi nel rafforzamento del proprio sistema di regolamentazione per la sicurezza nucleare, anche grazie all’impiego innovativo di strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale. È quanto emerge dalla missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA), che ha concluso oggi una revisione di 12 giorni nel Paese.

La missione, parte del programma Integrated Regulatory Review Service (IRRS), ha esaminato l’intero spettro delle attività e infrastrutture nucleari cinesi, su richiesta del governo di Pechino e con il coordinamento del Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente, che ospita la National Nuclear Safety Administration (NNSA).

Con 59 reattori in funzione (che coprono circa il 5% del fabbisogno energetico nazionale), 32 in costruzione e 21 in fase di pianificazione, la Cina possiede il secondo parco nucleare operativo al mondo, dopo gli Stati Uniti.

Il team di esperti – composto da 24 membri provenienti da 17 Paesi, tra cui Francia, Stati Uniti, Brasile, Germania e Russia – ha riconosciuto diverse buone pratiche nella governance cinese del settore, tra cui l’adozione avanzata di strumenti basati su intelligenza artificiale, che migliorano l’efficacia del processo decisionale e l’organizzazione regolare di incontri strategici ad alto livello tra autorità e industria per condividere priorità e sviluppi sulla sicurezza nucleare.

Tuttavia, il team ha rilevato aree di criticità a partire dall’incerto allineamento alle normative nazionali agli standard più recenti dell’AIEA anche se Pechino sta costruendo un sistema regolatorio conforme agli standard internazionali.

Tra i temi discussi durante la missione, anche due questioni strategiche: l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla regolamentazione nucleare e la carenza di risorse umane qualificate, aggravata dall’espansione repentina del settore.

foto Sogin