12 Ottobre 2026
Europa

Sì al nuovo pacchetto di sanzioni. Un nuovo giro di vite contro Mosca?

L’Unione Europea ha adottato oggi il 19º pacchetto di sanzioni contro la Russia, un insieme di 69 nuove designazioni individuali e misure economiche che colpiscono i settori chiave del potere russo: energia, finanza, industria militare e diplomazia.
Le nuove restrizioni arrivano in risposta all’escalation degli attacchi russi contro infrastrutture civili ucraine, tra cui reti energetiche, idriche e ospedali.

“Abbiamo appena adottato il 19º pacchetto di sanzioni. Colpisce energia, banche, piattaforme crypto e persino entità cinesi coinvolte. L’UE sta limitando i movimenti dei diplomatici russi per contrastare i tentativi di destabilizzazione. È sempre più difficile per Putin finanziare la sua guerra. E questo non sarà l’ultimo pacchetto”, ha fichiarato Kaja Kallas.

Energia: embargo su gas e petrolio russi entro il 2027.

Il cuore del nuovo pacchetto riguarda l’energia. L’UE introduce un divieto di importazione di gas naturale liquefatto (GNL) russo dal gennaio 2027 per i contratti a lungo termine ed entro sei mesi per i contratti a breve termine.

Viene inoltre rafforzato il divieto di transazioni con Rosneft e Gazprom Neft, mentre un grande conglomerato del Tatarstan attivo nel settore petrolifero viene aggiunto alla lista nera.

L’UE sanziona anche operatori di Paesi terzi, tra cui raffinerie e trader cinesi, accusati di acquistare greggio russo e sostenere così i flussi di entrate di Mosca.
Colpita anche la “shadow fleet”, la flotta ombra di petroliere che elude il price cap sul petrolio: 117 nuove navi vengono bandite dai porti europei, portando il totale a 557.

Finanza e criptovalute nel mirino.

La Commissione ha individuato un crescente uso delle criptovalute per aggirare le sanzioni. In particolare, viene colpita la stablecoin A7A5, creata con il sostegno dello Stato russo e utilizzata per finanziare attività legate alla guerra.

Il pacchetto impone sanzioni al sviluppatore della moneta, all’emittente kirghiso e alla piattaforma di scambio dove vengono effettuate le principali transazioni.
In tutta l’UE le operazioni che coinvolgono A7A5 sono ora vietate.

Inoltre, otto banche e trader di petrolio in Tagikistan, Kirghizistan, Emirati Arabi Uniti e Hong Kong vengono escluse dai circuiti finanziari europei, insieme a cinque banche russe e quattro istituti di Belarus e Kazakistan.
L’UE vieta anche ogni cooperazione con i sistemi di pagamento russi “Mir” e “SBP”, e introduce limitazioni per nove zone economiche speciali considerate strategiche per il complesso militare-industriale russo.

Controlli sui diplomatici russi.

A partire da oggi, i diplomatici russi dovranno notificare in anticipo ogni spostamento all’interno dell’area Schengen al di fuori del Paese in cui sono accreditati.
Gli Stati membri potranno anche richiedere autorizzazioni specifiche per l’ingresso di diplomatici russi provenienti da altri Paesi UE.
La misura risponde a crescenti attività di intelligence ostili volte a sostenere l’aggressione russa all’Ucraina.

Bambini deportati: nuove sanzioni per chi li sottrae alle famiglie.

Secondo le autorità ucraine, quasi 20.000 minori sono stati deportati o trasferiti con la forza in Russia o nei territori occupati dal 2022.
Molti di loro, provenienti da orfanotrofi, sono stati adottati illegalmente o sottoposti a programmi di assimilazione forzata.

Il Consiglio dell’UE ha deciso di sanzionare 11 nuovi individui coinvolti in queste pratiche e ha introdotto un nuovo criterio di designazione per colpire chiunque sia responsabile del rapimento, indottrinamento o militarizzazione dei minori ucraini.

Settore militare e forniture da Paesi terzi.

Il pacchetto sanziona numerosi imprenditori e aziende del complesso militare-industriale russo, oltre a operatori situati negli Emirati Arabi Uniti e in Cina che forniscono beni a duplice uso o componenti militari.
Tra i nominativi figura anche un comandante nordcoreano inviato in Russia e un ufficiale russo ritenuto responsabile del maltrattamento di prigionieri di guerra ucraini.

Export e commercio: nuove restrizioni hi-tech.

L’UE amplia il numero di 45 nuove entità collegate alla produzione di tecnologie militari russe, tra cui 17 con sede fuori dalla Russia (12 in Cina, 3 in India e 2 in Thailandia).
Saranno soggette a severe restrizioni all’esportazione di beni a duplice uso – dai microchip ai droni, fino ai macchinari CNC e ai componenti elettronici avanzati.

L’elenco delle merci vietate include anche metalli, leghe, ossidi, sostanze chimiche, gomme e materiali da costruzione utilizzabili nell’industria bellica.
Il Consiglio ha inoltre vietato l’acquisto e l’importazione di idrocarburi aciclici, una delle principali fonti di entrate del bilancio russo.
Tra le nuove entità sanzionate figura anche il principale produttore d’oro russo.

Servizi e tecnologia: stop a IA e turismo.

Da oggi, qualsiasi servizio fornito al governo russo richiederà autorizzazione preventiva.
Vengono inoltre introdotte restrizioni sui servizi di intelligenza artificiale, supercalcolo e servizi spaziali commerciali, così come sul turismo: gli operatori europei non potranno più collaborare con agenzie o strutture russe.

Un segnale di fermezza.

Il Consiglio europeo ribadisce la condanna totale della guerra di aggressione russa, definendola “una violazione manifesta della Carta delle Nazioni Unite”.
L’UE conferma il suo impegno a sostenere l’Ucraina “finché sarà necessario”, con aiuti politici, finanziari, militari e umanitari.

foto Peggy und Marco Lachmann-Anke da Pixabay.com