SHEIN nella bufera per le bambole sessuali con sembianze infantili.
La piattaforma di e-commerce SHEIN è finita al centro di un caso che ha scosso l’opinione pubblica francese ed europea: la vendita di bambole sessuali dall’aspetto infantile. La scoperta ha generato indignazione e allarme, spingendo le autorità francesi ad aprire un’indagine per capire come prodotti di questa natura siano riusciti a eludere le norme vigenti sulla sicurezza dei consumatori e sulla tutela dei minori.
Il caso ha immediatamente raggiunto Bruxelles, dove un gruppo di eurodeputati del gruppo ECR, tra cui Lara Magoni, Nicola Procaccini e Mario Mantovani, ha presentato un’interrogazione alla Commissione chiedendo un intervento urgente.
Un vuoto normativo europeo da colmare.
Gli eurodeputati hanno chiesto che la vendita di oggetti che simulano sembianze infantili per scopi sessuali debba essere considerata come una violazione dei diritti dei minori e rientrare nella nozione di “materiale pedopornografico” definita dalla direttiva 2011/92/UE. Ma, ad oggi, esiste un vuoto giuridico che, a loro avviso, la Commissione dovrebbe affrontare con urgenza.
Nel provvedimento gli interroganti hanno sollecitato l’Esecutivo europeo a procedere con controlli preventivi sulle piattaforme digitali mirati a impedire che prodotti illeciti possano essere caricati e venduti online. Una azione, spiegano i proponenti, che dovrebbe passare per filtri automatici avanzati, black-list di parole chiave, audit indipendenti periodici sulle piattaforme e verifica obbligatoria dell’identità dei venditori.
Un caso che interpella l’UE sulla sicurezza dei minori nel digitale.
L’episodio mette ancora una volta in evidenza la difficoltà di controllare i marketplace globali e la necessità di un quadro normativo europeo più chiaro per affrontare nuove forme di sfruttamento o sessualizzazione dei minori.
foto Denis Lomme opyright: © European Union 2022 – Source : EP
