8 Agosto 2026
Cultura

S’Ena Arrubia: ciò che rimane del grande stagno salato di Sassu ad Arborea

Lo stagno di S’Ena Arrubia è ciò che rimane del grande stagno salato del Sassu dopo la bonifica di un esteso territorio paludoso che venne completamente bonificato a metà degli anni ’30 del secolo scorso. Una particolarità è che si trova sotto il livello del mare , per cui fu necessario eseguire dei lavori di sistemazione della bocca a mare e interventi di ingegneria idraulica per regolare gli afflussi dei numerosi torrenti del sistema Monte Arci e dalle acque piovane provenienti dai due principali canali artificiali: uno con lo scopo di drenare tramite un sistema di pompaggio idraulico le acque del territorio bonificato, l’altro di raccogliere quelle utilizzate per l’irrigazione dei campi della piana di Arborea.

Lo Stagno di S’Ena Arrubia, foto Rita Serra

Fu dichiarato sito di rilevanza internazionale e parte della rete Natura 2000 (SIC e ZPS), è un ecosistema ricco di avifauna tanto da dichiararlo oasi di protezione animale riconosciuta dalla convenzione RAMSAR. In questo periodo è luogo di sosta, alimentazione e riproduzione anche per gli uccelli che si muovono lungo le rotte migratorie tra l’Africa e il nord Europa. Si possono osservate fenicotteri, aironi, il cavaliere d’Italia, anatre,il falco di palude , il falco pescatore e il mignattaio.

È circondato, ancora, dalla tipica vegetazione costituita da canneto, giunco, tamarici e ai margini all’interno della laguna distese di salicornia. E’ collegato tramite un piccolo canale all’altro piccolo stagno di Tzugu Trottu anch’esso luogo di ospitalità di tante varietà di avifauna. All’ interno e ai margini degli impianti di eucaliptus che circondano lo stagno sono presenti alcune specie di orchidee.

Lo stagno è sempre stato fonte di sostentamento per la cooperativa storica Sant’Andrea di Marrubiu e, grazie alla sua presenza, si evitò la realizzazione del progetto di trivellazione per la ricerca di idrocarburi della SARAS.

La rete Natura 2000.

La rete Natura 2000 è la più estesa rete ecologica al mondo di aree protette, istituita dall’ Unione Europea(Direttiva Habitat 92/43CEE) per salvaguardare la biodiversità. Comprende Siti di Interesse Comunitario (SIC/ZSC) e Zone di Protezione Speciale (ZPS), coprendo oltre il 18% del territorio UE e il 19% di quello italiano, garantendo la conservazione di habitat e specie minacciate.

La cooperativa Sant’Andrea di Marrubiu.

I pescatori della cooperativa hanno sempre attinto per il loro sostentamento alle eccellenze ittiche dello stagno e che alla scadenza dell’enfiteusi da parte della Società Bonifiche Sarde nel 1953 poterono costituirsi in Cooperativa e gestire con maggiore autonomia la laguna. Prima di quella data, i pescatori operavano sotto forma di un sistema padronale.

Capanni avvistamento, foto Rita Serra

Qui la nuova generazione ha pensato ad un nuovo brand “Arrubia” per valorizzare i prodotti della laguna e puntare a nuove produzioni come l’allevamento delle ostriche, la pesca e la trasformazione del granchio blu e dei muggini come il sugo e gli affumicati. Con l’acquisto di un food truck propongono anche la ristorazione a bordo stagno.

foto e testo Rita Serra