12 Ottobre 2026
Politica

Sei posti per sei giovani sardi. La Regione che “investe nel futuro”

Altro che grandi annunci sulle politiche giovanili. A giudicare dal rilievo dato sul sito istituzionale, l’amministrazione regionale sembra oggi sentire il bisogno urgente di “fare il punto”. Oggi, sul sito istituzionale della Regione Sardegna, è stata pubblicata in evidenza l’avviso del programma “Sardegna Mondo Giovane”, azione “Radici e Mondo: Mobilità in Uscita”, destinato a coinvolgere, secondo le intenzioni dichiarate, la comunità dei giovani sardi under 31.

I numeri, però, parlano da soli. I posti disponibili sono sei in tutto: due presso i Circoli sardi in Paesi extra UE, due in Paesi UE e due in Italia. Sei giovani, per un tirocinio o affiancamento che dura da due a tre mesi. Va ricordato che il bacino potenziale comprende chiunque abbia tra i 18 e i 30 anni, sia residente in Sardegna da almeno un anno ed sia disoccupato, inoccupato, universitario o neolaureato o neodiplomato da non oltre 18 mesi. Una platea di decine di migliaia di ragazzi, per sei opportunità.

Le domande si potranno presentare dalle 13 del 9 ottobre fino al 31 dicembre 2026. Il tutto per “rafforzare i legami culturali, economici e sociali” con le comunità sarde nel mondo.

A rendere il quadro ancora più eloquente c’è l’immagine scelta per accompagnare la notizia: sette persone sorridenti in un ufficio luminoso, tablet alla mano e post-it alle pareti. Una scena da banca immagini, che con la Sardegna e con i suoi giovani non ha nulla a che vedere. Perfino per illustrare la Regione che “investe nei giovani” non si è trovato uno scatto reale di ragazzi sardi. Nulla da aggiungere. Sipario!

Dopo mesi di dichiarazioni roboanti sugli investimenti per le nuove generazioni, dal Newgens calato dall’alto fino ad arrivare alle solite iniziative costose e di scarso impatto, dunque, il risultato è un avviso da sei posti e un’immagine generica scaricata dal web.

Più che una strategia per i giovani, è una modalità che evidenzia la condizione di una amministrazione sotto pressione, inconcludente e costretta a esibire qualcosa pur di dimostrare “di aver fatto qualcosa”. Senza contare, lo spreco di risorse umane interne per la redazione di avvisi, allegati, determinazioni e future istruttorie... per soli 6 posti.

Senatore Licheri, ha ancora dati e numeri da evidenziare a sostegno delle sue tesi?

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