Scuola, allarme violenza: il 60% dei giovani favorevole a controlli più severi.
Sfide tra criminali, serial killer, sparatorie e scene di violenza estrema fanno ormai parte della quotidianità di molti giovani, veicolate attraverso social network, videogiochi, musica e serie TV. È quanto emerge da un’indagine di Skuola.net, secondo cui contenuti estremi o inappropriati entrano nella “dieta mediatica” dei ragazzi quasi ogni giorno per il 27% degli intervistati e molto spesso per il 37%. Solo il 28% dichiara un’esposizione sporadica, mentre appena il 9% afferma di non imbattersi mai in questo tipo di materiale.
Il rischio della “normalizzazione” della violenza.
Lo studio, condotto su un campione di 1.500 giovani tra i 10 e i 25 anni, mette in evidenza soprattutto il pericolo della normalizzazione della violenza. Sette intervistati su dieci ritengono che l’esposizione continua a contenuti aggressivi possa banalizzare o addirittura favorire comportamenti violenti. Per il 17% si tratta della causa principale del fenomeno, mentre per il 53% rappresenta una concausa. Solo il 30% esclude un legame diretto.
Oltre gli stereotipi sui “maranza”.
Alla luce dei dati, appare riduttivo attribuire gli episodi di violenza estrema a singole etichette, come quella dei cosiddetti “maranza”, spesso associata in modo semplicistico a giovani di origine straniera. Il problema, secondo l’indagine, riguarda una platea molto più ampia di adolescenti e giovani adulti, immersi in un contesto comunicativo in cui aggressività, sopraffazione e linguaggi estremi sono sempre più visibili e diffusi.
Più sicurezza nelle scuole: i ragazzi chiedono una stretta.
Non sorprende, dunque, che molti giovani guardino con favore a un rafforzamento delle misure di sicurezza negli istituti scolastici. Un instant poll di Skuola.net, realizzato su oltre 500 studenti dopo la tragedia di La Spezia — dove uno studente è stato accoltellato a morte da un coetaneo — mostra che il 60% è favorevole a una stretta sui controlli, inclusa l’adozione di metal detector nelle scuole considerate a rischio. Ampio consenso anche per una linea dura contro i minori che portano o utilizzano coltelli o altri oggetti offensivi, con sanzioni severe come il ritiro della patente o del passaporto.
