13 Agosto 2026
Europa

Scontri nella Siria nord-orientale: per gli eurodeputati si parla di crimini di guerra.

Le violenze registrate nel nord-est della Siria potrebbero costituire gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e, in alcuni casi, veri e propri crimini di guerra. È l’allarme lanciato dal Parlamento europeo in una risoluzione approvata durante la sessione plenaria, con cui gli eurodeputati chiedono il rispetto del cessate il fuoco e un rafforzamento dell’impegno internazionale per la stabilità della regione.

Il testo condanna con fermezza gli attacchi contro i civili e invita tutte le parti coinvolte nel conflitto a rispettare gli accordi di tregua.

Denunce di abusi e crisi umanitaria.

Secondo il Parlamento europeo, rapporti ritenuti credibili delle Nazioni Unite e di organizzazioni non governative segnalano episodi di esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie, sfollamenti e attacchi contro infrastrutture civili. Tra le violazioni citate figurano anche la profanazione di cadaveri, la distruzione di luoghi di sepoltura e l’uso di munizioni non guidate in aree abitate, con particolare impatto sulla popolazione curda.

Sostegno al cessate il fuoco e ruolo dei curdi.

Il Parlamento accoglie positivamente il recente accordo tra le Forze Democratiche Siriane e il governo di transizione siriano, riaffermando il proprio sostegno al cessate il fuoco e al riconoscimento dei diritti civili ed educativi della comunità curda.

Nel documento si invita inoltre gli attori regionali, inclusa la Turchia, a evitare azioni militari o il sostegno a gruppi armati che possano compromettere la tregua.

La risoluzione esprime inoltre preoccupazione per il rischio legato a eventuali fughe di militanti dell’ISIS (Daesh) dai campi di detenzione nel nord-est siriano. Secondo il Parlamento, trasferire la gestione dei detenuti ad altri Paesi, come l’Iraq, potrebbe creare nuove incertezze.

foto Army National Guard Maj. W. Chris Clyne, Oregon National Guard Public Affairs