Scommette sul raid contro Maduro e incassa 400mila dollari: soldato USA arrestato
Un militare delle forze speciali statunitensi è stato arrestato con l’accusa di aver utilizzato informazioni riservate per scommettere su un’operazione militare segreta, guadagnando oltre 400mila dollari. Al centro del caso c’è Gannon Ken Van Dyke, coinvolto direttamente nel raid che ha portato alla cattura dell’allora presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Secondo le autorità federali, il militare avrebbe puntato circa 33mila dollari sulla riuscita dell’operazione, sfruttando informazioni classificate acquisite durante la pianificazione e l’esecuzione della missione. Le scommesse, effettuate su piattaforme di “prediction market”, gli avrebbero fruttato più di 409mila dollari.
L’incriminazione, resa pubblica negli Stati Uniti, include accuse gravi come uso illecito di informazioni governative riservate per profitto personale, frode finanziaria, furto di dati non pubblici e transazioni monetarie illegali. Le autorità sostengono che Van Dyke abbia sfruttato un vantaggio informativo decisivo, avendo partecipato direttamente all’operazione militare.
Le indagini indicano che il soldato avrebbe aperto un account sulla piattaforma di scommesse poche settimane prima del raid, piazzando puntate mirate sull’esito dell’azione e sulla rimozione di Maduro entro una determinata data. Dopo l’operazione, avrebbe tentato di nascondere le tracce dei guadagni, anche attraverso movimenti in criptovalute.
Il caso, definito dagli investigatori come una grave violazione della sicurezza nazionale, ha riacceso l’attenzione sull’uso illecito di informazioni sensibili nei mercati finanziari emergenti. Le autorità statunitensi hanno ribadito che nessuno è al di sopra della legge e che la tutela dei segreti governativi resta una priorità assoluta.
L’episodio apre inoltre un fronte delicato sul crescente ruolo delle piattaforme di scommesse sugli eventi globali, sempre più sotto la lente delle autorità internazionali per il rischio di abusi legati a informazioni privilegiate.
foto 2022 Prensa Presidencial de Venezuela.
