17 Marzo 2026
Sardegna

Sclerosi multipla, all’ospedale di Ozieri attivati nuovi percorsi terapeutici con farmaci di ultima generazione

Nuovi percorsi terapeutici per i pazienti affetti da sclerosi multipla sono stati avviati nel centro dedicato attivo all’interno della Struttura di Neurologia dell’ospedale “Segni” di Ozieri. L’introduzione di farmaci di nuova generazione rappresenta un passo avanti nella gestione della patologia e rafforza il ruolo della struttura sanitaria come punto di riferimento per il territorio.

Terapie innovative e somministrazione semplificata.

Il nuovo percorso prevede la somministrazione di farmaci innovativi per via sottocutanea, una modalità che consente di ridurre significativamente tempi e complessità del trattamento.

“Nell’ambulatorio dedicato alla sclerosi multipla abbiamo avviato i percorsi per la somministrazione di nuovi farmaci sottocute, che offrono notevoli vantaggi soprattutto in termini di semplicità”, spiega Gianluca Deiana, direttore della Sc di Neurologia dell’ospedale di Ozieri. “La terapia può essere effettuata anche solo due volte l’anno, con benefici importanti sull’aderenza terapeutica”.

Come accedere al servizio.

I pazienti vengono presi in carico attraverso la prenotazione, tramite il Cup, di una prima visita neurologica presso l’ambulatorio dedicato, oppure in seguito all’accesso al Pronto soccorso.

La nuova modalità terapeutica — una iniezione sottocutanea con cadenza semestrale — amplia l’accesso ai trattamenti, riducendo sia i tempi di attesa sia quelli di somministrazione.

Benefici per pazienti e operatori.

Secondo gli specialisti, la somministrazione sottocutanea garantisce un’efficacia e una sicurezza comparabili alle terapie endovenose, ma con un impatto organizzativo più sostenibile. La riduzione delle sedute e dei tempi di permanenza in ambulatorio comporta vantaggi non solo per i pazienti, ma anche per caregiver e operatori sanitari.

“La possibilità di effettuare il trattamento in ambulatorio assicura monitoraggio clinico e sicurezza, favorendo al tempo stesso la continuità terapeutica”, sottolinea Deiana. “La cadenza semestrale consente di ridurre in modo significativo il peso della terapia sulla vita quotidiana, migliorando la gestione complessiva della malattia”.