Scandalo false infermiere nigeriane nel Regno Unito. Italia non immune da rischi.

Non dovrebbe lasciare indifferenti lo scandalo che ha travolto negli ultimi giorni il Regno Unito, dove centinaia di infermiere e ostetriche nigeriane avrebbero falsificato il risultato dell’esame di idoneità per equiparare il proprio titolo di studio a quello del Paese di destinazione, e quindi avere la possibilità di emigrare. Un fenomeno, secondo il sindacato Nursing Up, che potrebbe rivedersi anche in Italia.

“Se davvero il Governo vuole avviare un rilancio del nostro Ssn, la priorità rimane quella di valorizzare innanzitutto gli infermieri italiani e non cercare soluzioni finalizzate solo a tappare le falle della carenza di personale”, ha dichiarato Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato degli infermieri Nursing Up.

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Tuttavia, prosegue De Palma, “lo stesso Schillaci, ha ammeso apertamente che, al momento, non c’è altra soluzione, per sanare la cronica carenza di personale, se non affidarsi ai professionisti stranieri provenienti da Paesi con cui stiamo chiudendo accordi da tempo, come avvenuto con l’India o con l’America Latina nel caso della Lombardia, nel progetto fortemente voluto dall’assessore al Welfare, Guido Bertolaso”.

“Non è certo tappando le falle con i professionisti stranieri (il cui titolo di studio va naturalmente sottoposto a rigorosi controlli per evitare il ripetersi di scandali come quelli avvenuti per le infermiere nigeriane destinate al Regno Unito) che si concretizzerà quel salto di qualità che la sanità italiana e soprattutto i cittadini attendono da tempo”, conclude De Palma.

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