Sardinia Cocktail Festival, debutto riuscito: la mixology incontra il territorio.
La prima edizione del Sardinia Cocktail Festival, organizzata da Confcommercio Sud Sardegna, segna l’ingresso ufficiale dell’isola nel circuito degli eventi dedicati alla mixology contemporanea. Una due giorni pensata come punto d’incontro tra bartender nazionali e internazionali, produttori di spiriti, infusi, vini e birre locali, ma soprattutto come laboratorio di nuove alleanze tra chi crea il prodotto e chi lo valorizza ogni giorno “dietro al bancone”…ma non solo.

L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è chiaro: fare sistema, creare connessioni e dimostrare che la Sardegna può essere competitiva nel settore del food & beverage solo se smette di essere autoreferenziale e inizia a dialogare e a sostenere sinergie sostanziali tra gli attori del territorio.
Tra banchi e shaker, il territorio diventa protagonista.
Leit motiv dell’evento, secondo gli stessi espositori, è stato il confronto vivace tra operatori, buyer e produttori. Ne è un esempio il contest di mixology andato in scena nel pomeriggio alla ex Manifattura di Cagliari, dove tra i tanti si è evidenziato il lavoro del liquorificio artigiano di Tortolì, Istinto Sardo, che ha messo a disposizione i propri distillati per reinterpretazioni firmate da due professionisti della miscelazione: Enzo Cerruto e Gabriele Cossu del Crudo di Cagliari.

Proprio Cerruto ha presentato un cocktail a base di Amargura che – come lui stesso racconta – “contiene i sapori dell’Ogliastra”: “Bisogna conoscere i prodotti locali e seguire le intuizioni che nascono dal territorio – ha aggiunto Cerruto -. Una filosofia che si traduce nell’idea che il prodotto sardo non debba chiudersi in sé stesso, ma trovare nuove forme di espressione attraverso contaminazioni e sperimentazioni”.
“Il numero zero di questo festival – sottolinea – è un punto di partenza che dà spazio a grandi e piccoli produttori, e include anche noi bartender, ma il protagonista, ricordiamolo, resta il prodotto. Se vogliamo, possiamo valorizzarlo davvero, diventando competitivi con prodotti di altre regioni o Paesi e trovando nuove intuizioni per il nostro lavoro quotidiano”.
Birra, resilienza e cooperazione: la storia di Liera.
Tra gli espositori più curiosi e apprezzati del contest, anche il birrificio Liera di Bolotana che ha portato una storia che parla di rinascita territoriale. Nato cinque anni fa nella valle del Tirso, in un’area segnata dal declino dell’industria, Liera rappresenta la scelta – quasi controcorrente – di credere nella terra, nella vocazione agricola e nella cooperazione.
Le tradizioni che dialogano con il futuro.
Presente anche lo storico liquorificio Murgia di Villacidro. “Siamo molto contenti – racconta Alessandro, rappresentante dell’azienda – perché l’evento per noi rappresenta un’opportunità concreta non solo per conoscere nuovi buyer e addetti ai lavori ma, soprattutto, per ricevere feedback preziosi sui nostri prodotti e parlare del nostro prodotto, farlo conoscere e capirne meglio le potenzialità”.

Un evento B2B che apre nuove strade.
La formula del festival, fortemente orientata al B2B, ha favorito scambi diretti e immediati tra imprese, mettendo allo stesso tavolo grandi player e piccoli produttori. Una dinamica che, secondo molti partecipanti, è il vero valore aggiunto della manifestazione.
Il successo di questa prima edizione testimonia che la Sardegna, quando mette in dialogo le sue eccellenze, sa generare innovazione. Ed è proprio questa rete – fatta di bartender, produttori, ristoratori e nuove idee – il punto da cui ripartire per costruire un’offerta che sappia guardare oltre i confini dell’isola senza perdere la propria identità.
