Giampiero FarruGiampiero Farru, classe 1957, teologo, insegnante e, dal 1998, Presidente del CSV Sardegna Solidale, ovvero l'istituzione che sostiene l'attività promossa dalle organizzazioni di volontariato presenti e operanti in Sardegna. Durante la sua attività nel mondo del volontariato è stato protagonista di numerose iniziative sociali in Sardegna, in altre regioni d'Italia, ricoprendo incarichi di responsabilità in varie organizzazioni nazionali come Csi, Movi, Forum terzo settore, Libera (di cui è referente regionale) e, dal 2017, in ambito europeo, entrando a far parte, unico italiano, del direttivo del Centro Europeo del Volontariato. La sua esperienza nel campo della solidarietà e del volontariato è importante per capire quale rapporto lega, oggigiorno, i giovani sardi al mondo del volontariato in Sardegna

Volontariato e giovani, un connubio non sempre facile. Perchè la partecipazione giovanile al volontariato in Sardegna non registra grandi numeri? Mancanza di senso civico? Distacco dal circuito formativo dal volontariato o che altro?

Da sempre il movimento di volontariato in Italia come in Sardegna non è mai stato un movimento giovanile. La presenza giovanile non ha mai superato il 10% dei volontari attivi. E questo per motivi facilmente comprensibili: i giovani sono “in divenire”, devono completare il loro processo formativo (scuole superiori, università, specializzazioni…) e hanno la seria preoccupazione di costruirsi un futuro professionale. Tra queste preoccupazioni non mancano le attenzioni al sociale e ai grandi temi della solidarietà, dell’impegno sociale, dell’ambiente e del volontariato. I giovani hanno forte senso civico che necessita solo di avere opportunità per essere espresso, non necessariamente dentro una organizzazione precostituita. Le manifestazioni contro i cambiamenti climatici come quelle contro le mafie registrano una massiccia presenza giovanile: i giovani amano l’impegno civico proporzionalmente alle loro priorità personali.

Presidente Farru iniziativa Sardegna SolidaleSecondo lei quale ambito del volontariato può essere considerato il fiore all'occhiello nel panorama sardo e quale invece potrebbe essere maggiormente approfondito?

Il settore di attività che in Sardegna ancora è prioritario nell’azione volontaria è il settore socio-sanitario, impegnando circa le metà delle organizzazioni presenti e operanti nella nostra Isola. Sono però in forte crescita settori “nuovi” richiamati dai nuovi scenari sociali e dalle nuove emergenze. E’ in forte crescita il settore della Protezione Civile così come sono in crescita il settore ambiente e il settore cultura. Segna il passo il settore dei diritti civili mentre si è fortemente sviluppato il settore della cooperazione internazionale.

Sono tutti settori importanti che, tra l’altro, si intersecano facilmente nelle attività che mettono in campo. Sociale, sanità, ambiente, cultura, diritti civili, protezione civile e cooperazione internazionale ricomprendono le necessità e le emergenze che la società propone. E il volontariato sardo vi è pienamente impegnato anche con presenze significative e di eccellenza.

Il mondo del volontariato necessita dell'attenzione delle istituzioni per produrre risultati significativi. Quanto è d'accordo con questa asserzione?

Il rapporto volontariato-istituzioni è annoso e nel tempo è stato declinato con diverse modalità, alcune positive altre decisamente critiche. Il volontariato ha spesso esercitato ed esercita azione di supplenza nei confronti di istituzioni assenti e/o indifferenti, così come spesso ha accettato e accetta la delega alla soluzioni di problemi che per la pubblica amministrazione e le istituzioni sono di difficile trattazione. In molti casi si è riusciti ad instaurare rapporti di complementarietà e di collaborazione leale; nei casi più eccellenti il volontariato è riuscito ad instaurare rapporti di reciprocità. Supplenza, delega, complementarietà e reciprocità sono passaggi ancora oggi facilmente riscontrabili nei rapporti volontariato-istituzioni. Con una raccomandazione: in tempi di crisi anche i rapporti più consolidati rischiano di incrinarsi e di venire travolti da esigenze contingenti che fanno ripiombare nella delega e nella supplenza, di fatto senza più dialogo tra le parti e, peggio, con rapporti di subordinazione se non di ricatto.

Giovani e volontariato in SardegnaCosa può fare il volontariato per l'ampliamento delle competenze trasversali dei giovani sardi?

Su questo versante il volontariato può offrire davvero molte opportunità ai nostri giovani, a partire dalla possibilità di misurarsi come cittadini e di cimentarsi in azioni soggettive e collettive che mettono in gioco creatività e capacità personali. Le organizzazioni sarde di volontariato, come anche lo stesso CSV Sardegna Solidale, offrono numerose e qualificate occasioni di formazione, di incontro e di confronto, di scambio e di operatività. Il giovane che intende completare la sua formazione civica e professionale con una esperienza di volontariato può farlo facilmente arricchendo così il suo curriculum ed il suo portafoglio di esperienza. Fare una esperienza associativa abilita al rispetto delle persone, alla convivenza comune, al rispetto delle regole condivise, alla partecipazione e alla democraticità, così come all’assunzione di responsabilità personali. Insomma l’esperienza di volontariato vissuta dentro un’organizzazione diventa formativa per il giovane che la sceglie e questo contribuisce enormemente ad aprire nuovi orizzonti di impegno e di scelte personali e professionali.