Sardegna ultima in Italia per opportunità ai giovani: il divario con il Nord è abissale
La Sardegna non è amica dei giovani. A ricordarlo, oltre la pessima classe dirigente sarda, è la fotografia impietosa scattata dall’indice “Youth Friendly 2025” elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato, che posiziona l’Isola all’ultimo posto della classifica nazionale per attrattività e opportunità offerte agli under35. Un risultato che non sorprende chi conosce le difficoltà strutturali del territorio, ma che nei numeri assume una dimensione allarmante.
Con un punteggio di 403 punti, la Sardegna si trova a oltre 170 punti sotto la media nazionale di 579 e a distanza siderale dalla Lombardia, capolista con 709 punti. Il divario rispetto alla media italiana è del 30,3%: non un ritardo congiunturale, ma una frattura strutturale che attraversa lavoro, impresa, istruzione e inclusione territoriale.
Il tallone d’Achille: occupazione, inclusione e politiche giovanili.
Il dato più critico riguarda il pilastro “Occupazione e dinamiche giovanili”, dove la Sardegna tocca il fondo della classifica nazionale con appena 267 punti, contro una media italiana di 604. Il quadro che emerge è quello di una regione con tassi di occupazione giovanile bassissimi, un’alta incidenza di NEET, giovani che non studiano, non fanno formazione e non lavorano, scarsa diffusione dell’apprendistato e proiezioni demografiche preoccupanti per i prossimi 25 anni.
Non va meglio sul fronte del sistema produttivo: nel pilastro “Struttura e vitalità”, la Sardegna occupa la 16ª posizione con 388 punti, mentre nel “Capitale umano e istruzione” si ferma al 17° posto con 392 punti. D’altronde di cosa sorprendersi in un’Isola dove le poche iniziative per i giovani sono calate dall’alto e dove esistono enti inutili come l’Aspal ed espressioni della politica come quelle facilmente riscontrabili tra via Roma, viale Trento e via Oslavia?
Cagliari maglia nera.
A livello provinciale, Nùoro è la provincia più performante dell’Isola (se così si può dire), al 90° posto su scala nazionale con 463 punti, seguita da Oristano e Sassari-Gallura appaiate a 456. Fanalino di coda è Cagliari, che nonostante sia il capoluogo regionale si piazza al 102° posto su 105 territori analizzati in tutta Italia, con 439 punti. Una posizione che la colloca tra le peggiori province d’Italia per occupazione giovanile. Anche qui di cosa sorprendersi di un governo della città che negli anni ha deciso di puntare solo su uno scalcinato centro giovani e che non coinvolge nelle iniziative locali neanche la consulta giovanile del Comune?
Ai giovani sardi non mancano idee, manca il contesto.
L’analisi, insomma, restituisce l’immagine di una regione in equilibrio precario tra fragilità e potenziale. Ai giovani sardi non mancano idee, coraggio e spirito imprenditoriale ma il contesto che li metta davvero nelle condizioni di crescere e una classe dirigente capace di “chiudere la porta”.
