18 Luglio 2026
Politica

Sardegna, si vive cent’anni. Il problema è convincere qualcuno a restare

L’articolo del Financial Times, intitolato “Long live Sardinia”, descrive il paradosso della Sardegna: un’isola famosa nel mondo per la longevità eccezionale dei suoi abitanti , le cosiddette Blue Zones , ma allo stesso tempo colpita da spopolamento, denatalità, disoccupazione giovanile e progressivo declino dei servizi nei piccoli centri.

L’autrice Emma Bird parte dal contrasto tra il lusso della Costa Smeralda e la crisi dell’interno dell’isola. Nonostante l’immagine di paradiso mediterraneo, la Sardegna sta perdendo abitanti: la popolazione è scesa da 1,66 milioni nel 2010 a 1,55 milioni nel 2025. La fertilità è la più bassa d’Italia per il sesto anno consecutivo, i decessi superano le nascite e molti giovani emigrano per lavoro.

Vengono poi raccontati diversi tentativi di rilancio delle aree interne, a partire dal progetto delle case a 1 euro, gli incentivi per i medici nelle aree disagiate (andato pressochè deserto ma nell’articolo – figuriamoci – non se ne fa menzione) e il possibile arrivo dell’Einstein Telescope.

Una opera, vista la prassi della gestione delle risorse nell’Isola e l’evidente gap nelle aree interne, che si spera venga implementata altrove così da risparmiare l’ennesimo danno di immagine a un’isola dove l’innovazione (si risparmino gli innovatori sardi del passato) è solo una parola ricorrente nella narrazione istituzionale.

L’articolo riflette anche sull’aumento dei residenti stranieri e sul rischio che l’arrivo di nuovi abitanti possa trasformare profondamente la cultura locale. Alcuni vedono questo fenomeno come una possibilità di rinascita, altri temono la perdita dell’identità che ha reso la Sardegna una “Blue Zone”.

Le dichiarazioni della presidente Alessandra Todde.

La presidente della Alessandra Todde, nell’articolo della Bird, viene presentata come consapevole della gravità della situazione demografica e “impegnata a contrastarla attraverso politiche pubbliche mirate”. Ma quali? Non si fanno neanche i bandi contro lo spopolamento nell’isola, complice l’idea di proporre una manifestazione di interesse tra gli enti locali. Una procedura che non potrà che dilatare ulteriormente i tempi per la pubblicazione dei bandi. Intanto, giovani e meno giovani attendono nella speranza di poter aprire nuove iniziative e comprare/ristrutturare immobili, nei comuni entro i 5000 abitanti.

Una sfumatura che l’articolo della Bird non coglie, limitandosi a prendere per buone le dichiarazioni della Governatrice pentastellata: “Siamo fortunati a vivere in un paradiso terrestre dal punto di vista paesaggistico, ambientale e climatico. Tuttavia, questo deve essere sostenuto dai servizi. Le persone sotto i 35 anni e le donne sono le prime a lasciare questi villaggi, eppure sono anche quelle più capaci di rigenerarli. Un territorio ben collegato e dotato di servizi adeguati non soffre di spopolamento. L’obiettivo è riportare la Sardegna tra le regioni guida d’Italia”.

Giovani, in termini di priorità, confermati all’ultimo posto nella lista delle priorità del primo biennio (ormai trascorso) dell’attuale maggioranza di governo. Parlano i numeri!

foto Sardegnagol, riproduzione riservata