17 Agosto 2026
Politica

Sardegna, scandalo PAC: 1.449 aziende agricole costrette a restituire i contributi europei

Una doccia fredda, arrivata con quasi cinque anni di ritardo. Con il decreto n. 1431 del 22 aprile 2026, l’agenzia regionale ARGEA ha formalmente richiesto la restituzione di contributi PAC già erogati nel 2021 a 1.449 aziende agricole e zootecniche sarde, per un importo complessivo di 1.141.272 euro. Il provvedimento arriva a poche settimane dalla scadenza dei termini di prescrizione, scaricando sulle imprese le conseguenze di anni di inefficienze amministrative.

Le aziende coinvolte avevano presentato regolare domanda, rispettato tutti i requisiti previsti e sostenuto i propri costi aziendali in buona fede. Oggi si trovano indicate come soggetti con “errori palesi nelle domande PAC 2021” , un’accusa che arriva quasi cinque anni dopo i fatti, quando le possibilità di difesa e di rettifica sono ormai ridotte al minimo. A pagare il prezzo più alto sono le imprese delle zone interne e marginali, gli allevatori impegnati nella tutela delle razze autoctone e del territorio, e le aziende che attendono da anni liquidazioni di premi maturati legittimamente.

L’accusa del Centro Studi Agricoli.

Ad alzare la voce è il Centro Studi Agricoli, che interviene con una denuncia senza mezzi termini. “Non siamo di fronte a un problema tecnico”, dichiara il presidente Tore Piana. “Ma a un fallimento amministrativo e politico grave, che scarica sulle aziende agricole le conseguenze di ritardi, inefficienze e incapacità gestionali”.

Piana non risparmia poi critiche alla Regione: “È inaccettabile che mentre le aziende affrontano l’aumento dei costi di produzione, dei mangimi, dell’energia e dei servizi, la Regione non sia stata in grado di chiudere le istruttorie, fare i controlli e liquidare i premi nei tempi previsti, arrivando oggi a restituire risorse a Bruxelles”.

A rendere la situazione ancora più grave, secondo il Centro Studi Agricoli, è il silenzio istituzionale che ha accompagnato il decreto: l’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Agus, non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica sul caso, e la vicenda non sarebbe stata portata all’attenzione nemmeno durante il tavolo verde tenutosi pochi giorni fa. Regione, invece, più impegnata nelle solite note “narrative” e “retoriche” che nella risoluzione dei problemi reali.

Un danno che va oltre il portafoglio.

Le conseguenze di questo provvedimento rischiano di essere più profonde di quanto i numeri lascino intuire. La restituzione dei fondi europei, avverte il Centro Studi Agricoli, compromette la credibilità della Sardegna nei confronti dell’Unione Europea e alimenta una crisi di fiducia potenzialmente irreversibile tra le istituzioni e il mondo agricolo isolano.

“Restituire fondi europei mentre le imprese agricole chiudono”, conclude Piana, “non è solo inefficienza: è una colpa politica. Il mondo agricolo sardo non può più permettersi di pagare errori di cui non riesce nemmeno a comprendere la descrizione”.

Ma qualcuno/a in regione pensa realmente di riuscire a sostenere il ricambio generazionale nelle campagne con un simile impianto politico-amministrativo?