12 Ottobre 2026
Politica

Sardegna, la Giunta Todde appalta la democrazia? 3 milioni in consulenze mentre il Consiglio resta a guardare.

Di fronte al declino dell’etica pubblica, la politica del centrosinistra sardo si conferma, ogni giorno di più, come un laboratorio di spreco e opacità. Più che di riforme (in campagna elettorale si era parlato addirittura di mettere mano allo statuto regionale) qui in Sardegna si appalta la democrazia, si esternalizza la rappresentanza, si privatizzano perfino le regole del gioco.

Una formula perfetta per amministrare quella del Governo dei Migliori”: esternalizzare. La Delibera n. 32/63 approvata il 18 giugno dalla Giunta Todde, infatti, stanzia quasi 3 milioni di euro in consulenze esterne, distribuiti tra il 2025 e il 2027. Un fiume di denaro pubblico destinato a “studi, ricerche e incarichi fiduciari”. E fra questi, 300 mila euro riservati a chi dovrà riscrivere legge elettorale e Statuto sardo. Nulla di nuovo, pensando alla prima manovra di bilancio della “trasparente” cricca del Campo largo.

Un outsourcing della democrazia, dove il Consiglio regionale viene ridotto a spettatore, buono solo per tagliare nastri e commemorare ricorrenze. Oddio, guardando la produzione legislativa degli analfabeti funzionali di via Roma (che manco con il supporto degli altrettanti incompetenti dipendenti dei gruppi consiliari riescono a tirare un ragno dal buco), una sintesi non troppo da condannare.

Insomma, a distanza di 15 mesi dall’insediamento, oltre alla decadenza, le “diversamente” alzate di ingegno dei vari assessori regionali (over the top quella dei “buoni servizi sanitari”), agli oltre 220 milioni sputtanati tra assestamento di bilancio e manovra finanziaria (regalati di fatto ad amici, parrocchie e groupies di partito), il “nuovo corso Todde” lancia anche la nuova “governance a sportello”, dove ogni problema si risolve con un incarico diretto, ogni riforma si scrive su commissione, ogni dissenso si soffoca con una delibera e una consulenza.

La Presidente Todde, quella che in campagna elettorale prometteva partecipazione e trasparenza, riforme di statuti, snellimento della macchina burocratica, in buona sostanza continua con cadenza quotidiana a dimostrare quello che è. Rappresentnate di un partito che nella XVI Legislatura “frantumava” i cosiddetti sul “poltronificio Solinas”, che loro avrebbero dovuto abolire.

La coerenza…