7 Agosto 2026
Politica

Sardegna. Il legislatore fa pena: la propaganda non serve

L’impugnazione della legge sul salario minimo da parte del governo Meloni è l’ennesima conferma di un vizio antico della sinistra sarda: preferire la bandiera alla sostanzialità, il titolo di giornale alla norma solida.

C’è un copione che si ripete con sconcertante puntualità nella politica sarda. Una giunta annuncia una misura storica, il comunicato stampa è già pronto, i social si riempiono di dichiarazioni trionfali, i lavoratori vengono invitati a gioire. Poi arriva la realtà, e tutto si sgonfia. È quello che è accaduto con la legge regionale n. 9 del 2026, il cosiddetto salario minimo sardo: approvata ad aprile con grande clamore, impugnata dal Consiglio dei ministri a giugno per violazione dell’articolo 117 della Costituzione in materia di concorrenza.

Non si tratta di un incidente di percorso. Si tratta di un metodo.

La Giunta Todde continua, insomma, ad accumulare le bocciature da parte del Consiglio dei Ministri.

La legge sul salario minimo negli appalti pubblici regionali aveva un obiettivo nobile: garantire che nessun lavoratore venisse pagato meno di 9 euro lordi all’ora nei servizi, nelle pulizie, nell’assistenza. Un tema reale, una sofferenza reale. Ma tra l’intenzione e la norma c’è di mezzo il diritto, e il diritto ha i suoi vincoli. La competenza in materia di concorrenza appartiene allo Stato, non alle Regioni, e questo non lo ha scoperto oggi il governo Meloni: è scritto nella Costituzione da decenni.

Il punto non è se sia giusto o sbagliato tutelare i lavoratori degli appalti. Il punto è che una giunta regionale, prima di approvare una legge su materie costituzionalmente sensibili, ha il dovere di costruire una norma giuridicamente solida, capace di reggere all’impugnazione. Altrimenti non sta governando: sta facendo propaganda.

La Sardegna ha problemi urgenti e concreti che attendono risposte: la sanità che non funziona, i trasporti insufficienti, lo spopolamento dei piccoli centri, la disoccupazione giovanile, la transizione energetica da governare senza svendere il territorio. Su questi fronti ogni settimana persa in via Roma , in battaglie simboliche destinate all’impugnazione , è una settimana sottratta al lavoro vero.