7 Agosto 2026
PoliticaSardegna

Sardegna: fondi UE a rischio per i ritardi di Laore e Argea. Centro Studi Agricoli: “Così non si può andare avanti”.

In Sardegna, non è una novità, l’agricoltura è allo stremo, stretta tra burocrazia e fondi promessi ma mai arrivati. È questo il quadro preoccupante tracciato dal Centro Studi Agricoli, intervenuto oggi per denunciare i pesanti ritardi nei pagamenti da parte delle agenzie regionali Laore e Argea, responsabili della gestione e liquidazione degli aiuti europei e regionali al comparto primario.

Secondo i dati aggiornati al 13 maggio, oltre 17 milioni di euro relativi agli anni 2023 e 2024 risultano ancora non erogati da Laore. In sospeso, in particolare, ci sono fondi cruciali, come gli aiuti straordinari post-Covid e per la crisi ucraina, i contributi per le calamità naturali (come la Blue Tongue e le invasioni di cavallette) e i finanziamenti destinati all’apicoltura. Un blocco che interessa oltre 1.600 agricoltori, ancora in attesa, e che mina la sopravvivenza stessa di molte aziende.

La situazione di Argea non è meno drammatica. Sul fronte del cosiddetto Sviluppo Rurale 2024 sono stati rilevati ritardi su oltre 25 milioni di euro di aiuti, con misure fondamentali come la produzione integrata, la difesa del suolo e la conservazione delle razze locali. Ad oggi, dei 128 milioni complessivi previsti, solo 55,9 milioni sono stati liquidati, mentre oltre il 57% dei fondi resta bloccato.

E se i trasferimenti non verranno completati entro il 30 giugno 2025, si rischia non solo la perdita del cofinanziamento comunitario, ma anche il dover coprire con risorse regionali i fondi non rendicontati entro dicembre. Un danno economico ingente che peserebbe sull’intera Regione Sardegna.

“È una situazione insostenibile – dichiara Tore Piana –. È impossibile fare agricoltura e allevamento in queste condizioni. Non si può più tollerare che i fondi già stanziati restino incagliati nella macchina burocratica. Serve una riforma radicale delle agenzie regionali per renderle finalmente efficienti, rapide e trasparenti”.

Il quadro, inoltre, è aggravato da una gestione strutturalmente inefficace: Laore, ad esempio, ha ricevuto oltre 4.500 domande per aiuti straordinari, ma solo 3.084 beneficiari hanno ottenuto i fondi. E oltre 2,5 milioni di euro per l’apicoltura giacciono ancora inutilizzati, lamentano dal Centro Studi Agricoli.

E ora, con la scadenza europea alle porte e un comparto agricolo sempre più in difficoltà, senza un cambio di rotta (difficile da intravedere con l’attuale maggioranza Todde), a essere perdute non saranno solo risorse economiche, ma intere filiere produttive, e con esse, il futuro dell’agricoltura sarda.