Sardegna ferma, Todde in passerella a Sorrento: la coesione è un diritto, ma l’inconcludenza è una scelta
Mentre la Sardegna arranca tra servizi digitali che vanno in crash, sanità commissariata e trasporti al palo, la presidente Alessandra Todde sfila sotto i riflettori del Forum internazionale “Verso Sud” firmato Ambrosetti, a Sorrento. L’occasione è buona per ribadire che “la coesione non è una concessione, è un diritto”. Parole nobili, certo. Ma al netto dei proclami, un anno dopo l’insediamento della nuova giunta regionale, la realtà isolana racconta un quadro ben diverso.
Sui trasporti nulla è cambiato: la continuità territoriale resta uno slogan, i collegamenti sono ancora ostaggio del mercato e dei soliti ritardi, e il piano “condiviso col Ministero” resta fermo nei cassetti romani. Anche sul fronte della sanità, la presidente e la sua maggioranza sembrano più impegnate a rimescolare le carte (e i commissari) che a garantire servizi dignitosi: ASL, AREUS, ARNAS, AOU… una giostra di incarichi che ha gettato la governance sanitaria verso una nuova fase di caos. E, nel frattempo, le proteste dei territori, stanchi di ospedali chiusi e servizi sempre meno disponibili, si moltiplicano. Ma Todde, da Sorrento, parla di “non lasciare indietro nessuno”. Intanto, intere comunità sarde si sentono abbandonate.
E i giovani? Per loro, solo ricette riciclate dall’era Solinas: formazione, qualche sportello, un paio di bandi-fotocopia e la solita spesa dei fondi nazionali delle politiche giovanili senza alcun dialogo con i giovani e le organizzazioni giovanili qualificate. Nessuna strategia nuova, nessuna visione di lungo respiro. Il futuro resta in standby, come le piattaforme digitali regionali che continuano a crollare al primo click, anche con la “governatrice del cambiamento” al timone.
La discontinuità promessa dalla “decaduta, ancora si è rivelata essere, invece, un gestione del potere in perfetta linea di continuità con il passato. Ma solo su un fronte: quello dello sperpero. In un anno, tra finanziarie e assestamenti di bilancio, oltre 200 milioni di euro sono evaporati in contributi a pioggia: parrocchie, associazioni, comuni amici. Nessuna visione strategica, nessuna riforma. Solo vecchie logiche clientelari in salsa progressista.
A Sorrento, Todde si è poi aggrappata al progetto dell’Einstein Telescope come simbolo del “rilancio del territorio”. Un’infrastruttura scientifica che potrebbe davvero cambiare le sorti dell’isola. Ma ad oggi resta una candidatura, non una realtà. E senza infrastrutture, servizi e una governance all’altezza, rischia di restare l’ennesima cattedrale nel deserto.
“La Sardegna deve crescere tutta insieme”, dice la presidente. Ma la sensazione, fuori dai salotti, è che la Sardegna sia ferma. E che la maggioranza che avrebbe dovuto cambiare tutto si sia limitata a cambiare poco – e male.
Mentre la Todde parla di coesione, i sardi aspettano ancora un segno concreto di governo. Uno vero.
