Europa

Sanzioni Ue sul gasolio russo: tra falle e assurdità il gasolio russo arriva in Spagna… e l’Ucraina continua a comprarlo da Mosca.

Le sanzioni europee sulle importazioni di combustibili fossili dalla Russia sembrano fare acqua da tutte le parti. Come rimarcato negli ultimi 3 anni (e dopo ben 18 pacchetti di sanzioni alla Federazione Russa), l’embargo al gas russo non ha prodotto gli effetti “salvifici” sperati.

Secondo una recente inchiesta del quotidiano spagnolo El País, le importazioni di gasolio dal Marocco verso la Spagna hanno raggiunto livelli record a marzo e aprile, con sospetti consistenti che una parte di questo carburante sia in realtà diesel russo reimportato attraverso il Paese nordafricano per aggirare le restrizioni dell’UE.

Il Marocco (Sardegnagol lo sostiene da anni), che non dispone di capacità di raffinazione proprie e continua a comprare diesel russo, potrebbe fungere da punto di transito, miscelando il carburante e dichiarandone falsamente l’origine. Una pratica che mette in evidenza le falle del sistema di sanzioni Ue, pensato per ridurre la dipendenza energetica da Mosca e aumentare la pressione sulla Russia per far cessare la guerra in Ucraina.

Il Commissario Albuquerque, rispondendo a un’interrogazione scritta del 10 settembre 2025, ha sottolineato che “la Commissione sta lavorando per garantire la piena attuazione delle sanzioni, compreso il contrasto alla triangolazione dei combustibili tramite Paesi terzi”. Tuttavia, ha precisato che “l’implementazione pratica dei controlli ricade principalmente sugli Stati membri, mentre la Commissione fornisce supporto e coordinamento”.

Un paradosso emerge però dalla situazione sul campo: mentre l’UE cerca di bloccare l’energia russa, l’Ucraina stessa continua ad acquistare fonti energetiche da Mosca, rendendo la politica sanzionatoria europea ancora più incoerente e discutibile.

Secondo i dati ufficiali, le importazioni di gasolio dal Marocco rappresentano circa il 5% del totale spagnolo, ma il caso evidenzia come i meccanismi di verifica e controllo sull’origine dei combustibili raffinati non siano sufficientemente efficaci. Con la guerra ancora in corso e le forniture strategiche di energia in gioco, l’UE si trova davanti a un bivio tra politiche punitive simboliche e capacità di applicare controlli concreti.

Di controlli e monitoraggi puntuali da parte dell’Ue non si può certo parlare.

foto Sylvain Thomas European Union, 2012 Copyright Source: EC – Audiovisual Service