17 Ottobre 2026
Europa

Sanzioni Ue, scatta il nuovo meccanismo sul petrolio russo: tetto al prezzo a 44,10 dollari al barile.

Entra in vigore il nuovo meccanismo automatico e dinamico dell’Unione europea per l’adeguamento del tetto al prezzo del greggio russo. A partire dal 1° febbraio, il price cap per il petrolio russo scende a 44,10 dollari al barile. Dal 15 gennaio, inoltre, i contratti stipulati in precedenza sulla base del vecchio tetto potranno essere eseguiti per un periodo transitorio di 90 giorni.

La misura rientra nel 18° pacchetto di sanzioni contro la Russia, che ha abbassato il tetto massimo da 60 a 47,60 dollari al barile e ha introdotto un sistema di aggiornamento automatico del price cap. Il nuovo meccanismo prevede che il limite di prezzo sia fissato sempre al 15% in meno rispetto al prezzo medio di mercato del greggio Urals registrato nel periodo di riferimento precedente, pari a 22 settimane. Sulla base di questo calcolo, il nuovo livello è stato determinato in 44,10 dollari.

Secondo Bruxelles, limitare le entrate energetiche di Mosca resta una priorità strategica dell’Unione, con l’obiettivo di ridurre la capacità della Russia di finanziare la guerra di aggressione contro l’Ucraina. Il tetto al prezzo sarà sottoposto a una revisione ordinaria ogni sei mesi da parte della Commissione europea, con la possibilità di revisioni straordinarie in caso di forti oscillazioni dei mercati petroliferi o di eventi imprevisti.

La Commissione fa sapere di mantenere un coordinamento costante con gli Stati membri e con i partner internazionali per garantire un’applicazione coerente delle misure. Il meccanismo rientra infatti nel quadro della coalizione del G7 sul price cap del petrolio russo, istituita nel 2022, che vieta agli operatori europei di fornire servizi di trasporto marittimo e servizi correlati per il petrolio e i prodotti petroliferi russi venduti a un prezzo superiore al tetto stabilito.