9 Giugno 2026
Europa

Sanzioni energetiche alla Russia, la Commissione von der Leyen respinge le accuse di inefficacia… ma senza nessun audit indipendente in vista.

Le sanzioni energetiche imposte dall’Unione europea contro la Russia continuano a dividere l’opinione pubblica e la politica. Secondo l’eurodeputato francese Jordan Bardella (Patrioti per l’Europa), le misure restrittive avrebbero avuto un impatto devastante sull’economia europea, soprattutto per l’industria e il potere d’acquisto dei cittadini. L’esponente sovranista ha quindi chiesto alla Commissione europea, da sempre sicura dell’efficacia delle sanzioni, di aprire tali valutazioni a un lavoro di verifica indipendente per valutare con trasparenza gli effetti reali delle sanzioni, sia sulla sovranità energetica degli Stati membri sia sulle economie dei Paesi sanzionati.

Ma dall’Esecutivo europeo è arrivata una risposta netta: “Nessun audit indipendente è attualmente previsto“.

“Le importazioni di petrolio dalla Russia sono passate da quasi un terzo del totale europeo al 3%”, ricorda la Commissione. Una riduzione che, secondo Bruxelles, ha colpito duramente il bilancio russo, fortemente dipendente dai proventi petroliferi. A questo si aggiunge l’effetto del tetto al prezzo del petrolio imposto in coordinamento con il G7, che avrebbe limitato ulteriormente le entrate di Mosca e contribuito alla stabilità dei mercati globali.

Quanto al gas, la Commissione precisa che non esistono sanzioni europee sull’importazione di gas russo, e che il picco dei prezzi nel 2022 fu causato dalla strategia del Cremlino di “armare l’energia”, riducendo le forniture e gonfiando i costi. Il gas russo, fa notare l’Esecutivo UE, rappresentava oltre il 45% delle importazioni nel 2021, ma è sceso al 19% nel 2024 grazie alla diversificazione delle fonti e all’aumento delle forniture di GNL da Paesi terzi (tra i quali i regimi dittatoriali a partire dall’Azerbaigian).

Sul fronte russo, quindi Bruxelles ha rivendicato, unilateralmente, gli effetti delle sanzioni: “L’economia russa è in contrazione, soffre un’inflazione elevata, difficoltà nei pagamenti transfrontalieri e pesanti distorsioni in settori chiave”.

Tuttavia, resta irrisolta la richiesta di maggiore trasparenza sollevata da Bardella e da altri esponenti politici: l’assenza di un’analisi indipendente, aggiornata e pubblicamente accessibile sull’impatto complessivo delle sanzioni, alimenta sospetti sull’effettiva efficacia e sui costi per l’economia europea.

Per ora, di fatto, la Commissione affida la propria legittimazione ai dati macroeconomici e a una narrativa politica coerente, ma non concede spazio a verifiche esterne.

foto copyright Unione Europea