13 Ottobre 2026
Europa

Sanzioni anti-russe, Kallas ammette lo stallo: “Il ventesimo pacchetto è in ritardo”

I ministri degli Esteri dell’Unione Europea non hanno trovato l’accordo sul 20° pacchetto di sanzioni alla Russia. A Bruxelles, dunque, non si sblocca l’attuale situazione di stallo. A riconoscerlo pubblicamente è stata la stessa responsabile della politica estera dell’UE, Kaja Kallas, che non ha usato mezzi termini: “L’adozione del ventesimo pacchetto di sanzioni è già ampiamente in ritardo”.

Un’ammissione che pesa, considerato che la Commissione Europea aveva fissato come scadenza il 24 febbraio scorso, data simbolica per l’anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per varare il nuovo giro di misure restrittive. Un obiettivo mancato (come tanti dalle parti della Commissione von der Leyen) e ad oggi ancora lontano dall’essere centrato.

Nel corso della riunione, i ministri avrebbero discusso le modalità per far avanzare il dossier, senza tuttavia raggiungere alcun accordo concreto. Kallas, visibilmente imbarazzata, non ha fornito ulteriori dettagli sulle ragioni del blocco né sui tempi previsti per una possibile risoluzione.

Parallelamente, resta in sospeso anche il prestito da 90 miliardi di euro destinato all’Ucraina. “Lo stesso vale per quel finanziamento”, ha aggiunto la responsabile della diplomazia europea, confermando che anche su questo fronte il percorso è tutt’altro che spianato. Kiev, dunque, rischia di rimanere senza armi e senza risorse per pagare la propria pubblica amministrazione.

Un doppio impasse che rischia di indebolire la posizione negoziale dell’Unione in un momento particolarmente delicato, con i colloqui tra Washington e Mosca che procedono, seppur faticosamente, su binari paralleli rispetto a quelli europei.

foto Laurie Dieffembacq Copyright: © European Union 2025 – Source : EP