Sanzioni alla Russia, l’UE valuta nuove misure contro l’elusione
Il tema dell’elusione delle sanzioni contro la Russia torna al centro del dibattito europeo. In un’interrogazione scritta alla Commissione europea, l’eurodeputato César Luena ha sollevato dubbi sull’efficacia delle attuali misure adottate dall’Unione dopo l’invasione dell’Ucraina.
Secondo diverse analisi basate sui flussi commerciali, se da un lato le esportazioni dirette dell’UE verso la Russia sono diminuite, dall’altro si registra un forte aumento delle vendite di beni sensibili verso alcuni Paesi terzi. Un fenomeno checonferma pratiche sistematiche di aggiramento delle sanzioni attraverso riesportazioni indirette.
Al centro della questione c’è l’articolo 12f dell’undicesimo pacchetto di sanzioni, adottato nel giugno 2023, che prevede un meccanismo anti-elusione. Questo strumento consentirebbe di vietare le esportazioni verso quei Paesi terzi che non impediscono attivamente il trasferimento dei beni sanzionati verso la Russia. Tuttavia, finora il meccanismo non è mai stato attivato.
Nella risposta fornita il 9 aprile 2026, la Commissione europea ha ribadito che il contrasto all’elusione delle sanzioni, oggi qualificata come reato nel diritto dell’Unione, rappresenta una priorità strategica. Bruxelles ha spiegato di monitorare costantemente i flussi commerciali, in particolare quelli relativi a beni sensibili e a rischio elevato, diretti verso Paesi considerati potenziali piattaforme di triangolazione commerciale.
Tra gli strumenti già disponibili figurano l’imposizione di sanzioni individuali contro persone ed entità coinvolte nell’elusione, il rafforzamento dei controlli sulle esportazioni e, nei casi più gravi, il divieto di esportare determinati beni verso Paesi utilizzati come canali di aggiramento delle restrizioni.
La Commissione non esclude il ricorso al meccanismo previsto dall’articolo 12f, ma ricorda che ogni decisione in materia di sanzioni richiede l’unanimità degli Stati membri in sede di Consiglio. Bruxelles assicura comunque un monitoraggio rigoroso e si dice pronta a proporre nuove misure qualora necessario, sottolineando la necessità di evitare che carenze nei controlli o mancanza di volontà politica compromettano l’efficacia del sistema sanzionatorio europeo.
