7 Ottobre 2026
Sardegna

Sanremo come le Olimpiadi: Greenpeace accusa, “troppi sponsor inquinanti e zero trasparenza sui fondi”.

Dopo aver acceso i riflettori sui grandi sponsor fossili dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano-Cortina, Greenpeace Italia punta ora il dito contro il Festival di Sanremo. Nel mirino dell’associazione ambientalista c’è la presenza di Eni come main partner della kermesse canora, insieme ad altre aziende considerate altamente inquinanti come Suzuki e Costa Crociere.

Secondo Greenpeace, dal 2022 il gruppo energetico italiano “domina la comunicazione” del Festival attraverso spot e iniziative che promuovono presunti impegni per la sostenibilità, trasformando di fatto il palco dell’Ariston in una vetrina di greenwashing. Anche nell’attuale 76ª edizione, spiegano gli attivisti, i grandi sponsor sono protagonisti dell’evento diffuso “Tra palco e città”, firmato da Rai Pubblicità.

“Ci troviamo di fronte a un paradosso: un evento che dovrebbe celebrare la musica italiana diventa il palcoscenico per il greenwashing di colossi industriali che inquinano il pianeta”, afferma Federico Spadini, della campagna Clima di Greenpeace Italia. “Sponsor come Eni sfruttano la vetrina del Festival per costruire un’immagine verde che non corrisponde alla realtà. E sui rapporti economici con Rai e Comune di Sanremo manca completamente la trasparenza”.

L’associazione ricorda di aver presentato lo scorso anno una richiesta di accesso civico generalizzato (FOIA) a Rai e Rai Pubblicità per conoscere l’entità dei finanziamenti versati dagli sponsor al Festival e gli spazi pubblicitari concessi in cambio. La richiesta è stata poi estesa al Comune di Sanremo, al Ministero dell’Economia e delle Finanze – azionista di controllo della Rai – e al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, competente sulle linee guida del servizio pubblico. La deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa aveva sollevato il tema anche in un’interrogazione parlamentare.

Secondo Greenpeace, però, nessuna delle istituzioni coinvolte ha fornito risposte esaustive. Rai e Rai Pubblicità avrebbero sostenuto di non essere tenute a rendere pubblici i dettagli delle sponsorizzazioni. Il Ministero dell’Economia avrebbe richiamato il “segreto industriale e commerciale” per le informazioni non diffuse dall’azienda. Il Ministero delle Imprese avrebbe trasmesso documenti fortemente oscurati, mentre il Comune di Sanremo avrebbe negato l’accesso per “clausole di riservatezza” e per l’opposizione delle società controinteressate.

Una chiusura che, per l’organizzazione ambientalista, aggrava il problema. «L’assenza di trasparenza da parte di soggetti che sono di fatto enti pubblici rende queste sponsorizzazioni ancora più problematiche», sostiene Spadini, ricordando che la raccolta pubblicitaria del Festival è in costante crescita e che per l’edizione in corso si stimano circa 70 milioni di euro investiti da partner e sponsor.

Per Greenpeace, rendere pubblici i rapporti economici tra aziende e manifestazioni culturali sarebbe “il primo passo per liberare il mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport dal greenwashing delle aziende inquinanti”.

foto ©️MassimoSestini/PoliziadiStato