Sanità Sardegna: tra trionfalismi e realtà. “Ale Todde” celebra successi ma la sua maggioranza continua a distrarre risorse.
Con una sana dose di disinformazione (vedi assestamenti in regione) ed entusiasmo, ieri, la presidente della Regione Alessandra Todde, è tornata a parlare di sanità con i soliti toni trionfalistici, rivendicando “lavoro, coraggio e fiducia” come ricetta per restituire ai cittadini i servizi che meritano.
Una narrazione “a senso unico” (ma quale Sardegna si vede dalle parti di via Oslavia?) che tenta di accreditare risultati eclatanti mentre il comparto sanitario – e l’intero sistema regionale – restano in affanno e dove si continuano a distrarre risorse per le diverse lobby di riferimento (per esempio di maggioranza e minoranza), confermando una politica che continua a drenare “altrove” le risorse per lo sviluppo.
Basti pensare agli oltre 220 milioni di euro di affidamenti diretti (22 con l’assestamento di bilancio 2024, 178 con la manovra finanziaria di aprile e 22 circa con l’ultimo assestamento 2025) approvati in meno di un anno in Consiglio regionale (manco il centrodestra di Solinas era riuscito a fare tanto nel primo anno di legislatura): fondi, come ricordano le tabelle degli emendamenti puntuali firmati dai 60 “onorevoli”, che finiscono regolarmente nelle tasche di lobby e cerchie ristrette, con le leggi finanziarie usate come bancomat per i soliti noti.
Una prassi, lontano dalle “fuffole” create dalla comunicazione istituzionale della decaduta, che alimenta disillusione e sfiducia, mentre cittadini e imprese attendono ancora interventi strutturali per economia, trasporti, sanità e lavoro.
La Todde (o qualche suo consulente) parla di “coraggio e fiducia”, ma il rischio è che a furia di raccontare una Sardegna in rinascita si finisca per chiedere ai sardi di ignorare ciò che vedono ogni giorno: pronto soccorso al collasso, bilanci che privilegiano i contributi a pioggia e nessun vero piano per bloccare la fuga dei medici.
La domanda che resta sul tavolo è se la presidente, che per molti avrebbe già dovuto trarre le conseguenze politiche delle vicende legate alla sua decadenza (qualcuno starà facendo melina per le prossime Politiche?), riuscirà a passare dalle parole ai fatti, evitando di confondere la narrazione istituzionale con la realtà di un’isola che continua a pagare il prezzo di scelte politiche discutibili, per usare un eufemismo.
“La Sardegna viene ancora dipinta come un’isola dove ‘tutto va male’ e ‘nulla funziona”, si legge in un passaggio della “nota del caminetto” della nuorese. Grazie al cosiddetto verrebbe da dire. Quale credibilità può avere una maggioranza dove le ex-pasionarie ballano in assessorato (peraltro rimarcando la distanza tra cittadini e rappresentanti politici), incasinano le competenze in Giunta (come non ricordare i “buoni ‘a nulla’ servizi sanitari) e dove il Consiglio regionale distrae risorse per lo sviluppo?
“Non ho mai venduto soluzioni facili, né ho mai affermato che avremmo risolto tutto in poco tempo”. Tranquilla “Ale”. Solo gli analfabeti funzionali ci hanno creduto.
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