Sanità sarda, il Gruppo “Allerta in Barbagia” scrive al ministro Schillaci: “Ispettori ministeriali e commissariamento”
Un nuovo, durissimo sollecito è arrivato sul tavolo del ministro della Salute, Orazio Schillaci, e per conoscenza su quello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. A firmarlo è il Gruppo “Allerta in Barbagia”, che nella comunicazione , datata 9 luglio 2026, chiede formalmente l’invio di ispettori ministeriali per verificare lo stato della sanità in Sardegna e il commissariamento del sistema sanitario regionale ai sensi dell’articolo 120 della Costituzione.
Nel documento, il gruppo denuncia come le numerose PEC inviate nel corso degli ultimi due anni siano rimaste, in gran parte, senza riscontro. Non si tratterebbe più, si legge nella lettera, “di un disagio locale limitato a Sorgono, alla Barbagia e a Nuoro, ma di difficoltà strutturali che investono la sanità sarda nel suo complesso”: reparti depotenziati, servizi sospesi, personale insufficiente e territori privi di assistenza effettiva nelle ore notturne.
Sulla base di quanto documentato, il Gruppo ritiene che i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) non siano più garantiti in modo uniforme sul territorio regionale, e chiede quindi formalmente tre cose: l’invio immediato di ispettori ministeriali, o in alternativa una verifica formale da parte degli uffici del ministero, per accertare l’effettiva erogazione dei LEA in Sardegna; la valutazione da parte del Governo, ai sensi dell’articolo 120 della Costituzione, del commissariamento della sanità regionale, “stante il perdurare delle criticità segnalate e la tutela del diritto alla salute” sancito dall’articolo 32; e una risposta scritta e motivata entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta.
“I cittadini non chiedono privilegi: chiedono che lo Stato intervenga dove la Regione, per anni, non ha ancora dato risposte concrete”, si legge nella conclusione della lettera, firmata dalla referente del gruppo, Pina Cui.
Un atto contro “l’ottimismo” dell’Esecutivo Todde e la retorica del Campo largo.
La richiesta di un intervento sostitutivo dello Stato, invocato attraverso lo strumento estremo del commissariamento previsto dalla Costituzione, pone inevitabilmente una domanda che va oltre il singolo caso: quanto sono credibili, di fronte a un simile atto, le rassicurazioni fornite finora dall’esecutivo regionale guidato da Alessandra Todde sullo stato della sanità sarda?
Se un gruppo di cittadini si trova costretto a scrivere ripetutamente al ministero della Salute , lamentando silenzi protratti per due anni e un progressivo depotenziamento dei presidi sanitari in un’intera area della Sardegna , è legittimo chiedersi se le rassicurazioni istituzionali diffuse finora abbiano davvero fotografato la realtà sul territorio, o se invece la percentuale di scollamento tra i comunicati della Regione e l’esperienza quotidiana dei cittadini nelle zone interne dell’isola sia più ampia di quanto la Giunta abbia finora ammesso.
