Sanità, Nursing Up all’attacco: “Solo 40 euro netti in più al mese per gli infermieri? I conti non tornano”.
Il sindacato degli infermieri Nursing Up alza la voce contro il governo dopo la presentazione della nuova Manovra: “Avremmo preferito – dichiara il presidente Antonio De Palma – che il ministro Schillaci rispondesse prima del passaggio in Consiglio dei ministri alla nostra richiesta di confronto diretto. Ora ci troviamo di fronte a numeri che non convincono affatto e che richiedono chiarimenti immediati”.
L’aumento dell’indennità? Meno di 40 euro netti al mese.
Secondo i calcoli del sindacato, l’aumento dell’indennità di specificità infermieristica previsto dalla Manovra 2025 sarebbe tutt’altro che generoso.
Il governo parla di 1.630 euro lordi annui, pari a circa 136 euro lordi al mese, ma i fondi realmente stanziati ammontano a 195 milioni di euro.
Dividendo questa cifra tra i circa 285mila infermieri del Servizio sanitario nazionale, si arriva a 696 euro lordi annui, ovvero 57 euro lordi al mese – meno di 40 euro netti.
“Se davvero è così – denuncia De Palma – significa che i 1.630 euro non derivano interamente da questa manovra, ma comprendono anche aumenti già previsti in quella precedente di dicembre. Si rischia di far passare per una nuova conquista ciò che era già in bilancio. In pratica, metà dell’aumento sarebbe solo un recupero di quanto già spettava”.
Assunzioni ridotte: da 10mila a 6mila infermieri.
Il malcontento non riguarda solo le retribuzioni. Anche sul fronte del personale, la delusione è forte.
“Si era parlato – ricorda De Palma – di 10mila nuove assunzioni nel 2026 e di arrivare a 25-30mila entro il 2028. Ora invece si scende a soli 6mila. Ancora una volta si corregge al ribasso, mentre la voragine di 175mila infermieri mancanti rispetto agli standard europei resta immutata”.
Con 40 euro in più non si trattiene nessuno…
Il leader del Nursing Up, in un Paese dove si parla tanto di trattenere gli operatori sanitari, non nasconde la propria amarezza: “Restiamo agli ultimi posti in Europa per stipendi. Con meno di 40 euro netti in più al mese non si trattiene nessuno, né si restituisce dignità a chi tiene in piedi ospedali e territorio. Servono risposte chiare, non propaganda. Senza un cambio di passo concreto – conclude De Palma – la carenza di infermieri continuerà a pesare su pazienti e strutture, aggravando una crisi che non si può più ignorare”.
