Sanità, la nota dei sindacati al Prefetto (ancora vacante) di Cagliari: “Comportamento Todde ha limitato la possibilità per il SSR di reclutare le figure necessarie”
In un comunicato inviato dalla FP CGIL Cagliari, CISL FP Cagliari, FIALS Cagliari e
UGL Cagliari ai vertici istituzionali (tra cui il Prefetto, i Direttori Generali delle Aziende Ospedaliere Uniche cagliaritane ARNAS Brotzu e AOU, l’Assessorato regionale alla Sanità e la Commissione garanzia sulla legge sullo sciopero), le organizzazioni hanno denunciato uno scenario sanitario ormai al collasso, evidenziando le pesanti responsabilità dell’attuale governo regionale.
“Ogni giorno le lavoratrici e i lavoratori assicurano l’assistenza ai pazienti con grande professionalità e abnegazione”, si legge nella nota ufficiale, ma lo fanno facendo fronte a “organici strutturalmente insufficienti, carichi di lavoro ormai non più sostenibili e problemi organizzativi da tempo irrisolti”.
La situazione è peggiorata drasticamente negli ultimi mesi. “Alla storica carenza di personale si somma ora una costante fuga di professionisti che, spinti dalle condizioni disumane, lasciano un’Azienda Sanitaria Locale per l’altra inseguendo migliori contratti. Il risultato è un vero e proprio svuotamento di competenze clinico-assistenziali ed esperienza consolidata dal Servizio Sanitario Pubblico isolano”.
Ma ciò che ha definitivamente acuito il conflitto è la decisione dell’Assessorato alla Sanità di bloccare amministrativamente il futuro del sistema. I sindacati, infatti, denunciano che l’approvazione dei Piani Triennali dei Fabbisogni di Personale (PTFP) è stata bloccata dalla fine del 2025 fino all’autunno del 2026. “In piena emergenza PNRR, tale temporeggiamento rende di fatto gli stessi piani quasi inutilizzabili: appare infatti impossibile che le aziende riescano, in soli tre mesi e mezzo previsti per l’avvio formale, ad assumere tutte le figure necessarie senza ricadute catastrofiche sui servizi”.
Anche le risorse economiche destinate alle assunzioni nel PTFP sarebbero in diminuzione anziché in crescita, contro ogni logica di salvaguardia del Servizio Sanitario Regionale.
“Il disagio quotidiano degli operatori ha oltrepassato ogni limite di sopportabilità fisica e psicologica. L’utilizzo sistematico del lavoro straordinario e delle prestazioni aggiuntive per coprire i turni ordinari – pratica ormai diventata l’unica colonna portante del funzionamento delle strutture – nega il diritto al riposo e all’equilibrio tra vita privata e lavoro”. La conseguenza diretta? E’ il deterioramento della salute degli operatori e un calo drammatico della qualità dell’assistenza erogata ai cittadini.
Di fronte a questo quadro, le Organizzazioni Sindacali, ai sensi dell’art. 2, comma 2, della Legge 146/90 e delle vigenti disposizioni del CCNL di comparto, hanno deciso di avviare immediatamente l’astensione dalle prestazioni aggiuntive sino al ripristino di corrette relazioni sindacali nelle aziende dove si sono interrotte; l’applicazione puntuale dell’orario di lavoro, con chiusura netta a qualsiasi prolungamento non preventivamente autorizzato e formalizzato;
Le parti sociali, infine, hanno chiesto con urgenza al Prefetto, all’Assessorato e ai Direttori Generali di convocare senza indugio il tavolo istituzionale per attivare le procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla legge 146/90. Nella missiva viene lasciata aperta la porta a ulteriori forme di protesta: “In mancanza di risposte rapide e concrete, le rappresentanze sindacali si riservano di mettere in campo ulteriori e più incisivi strumenti di lotta”.
