Sanità in Sardegna, la Giunta Todde ci riprova: dopo i “buoni”, arriva la “rivoluzione” del CUP. Ma il percorso di tutela resta dimenticato.
Altro giro, altra “rivoluzione” targata Giunta Todde. Dopo “l’ultima” proposta dei “buoni servizi sanitari” lanciato con l’intento dichiarato di combattere la “povertà sanitaria”, ieri si è proseguito con l’annuncio delle nuove linee guida regionali sul CUP, il Centro Unico di Prenotazione. Una nuova puntata pompata (bisognerebbe almeno aspettare i riscontri dei/delle sardi/e) con toni trionfalistici e l’avvio di un “sistema unico, dinamico e flessibile” capace – al momento a parole – di ridurre le famigerate liste d’attesa. Ma mentre scorrono fiumi di comunicati autocelebrativi, resta in silenzio l’unico tema davvero centrale: il percorso di tutela, che continua a non essere attivato come previsto dalla legge.
Ed è qui che casca il Governo regionale. Perché, a beneficio di chi governa ma pare esserselo dimenticato, conviene ricordare cosa prevede il percorso di tutela: se un cittadino chiama il CUP e ottiene un appuntamento che non rispetta i tempi indicati sull’impegnativa medica (72 ore per gli urgenti, 10 giorni per i brevi, fino a 60 giorni per i differibili), ha diritto alla prestazione nei tempi previsti tramite canali alternativi: sanità privata convenzionata, intra-moenia o anche un privato puro, con rimborso garantito. Chi ha l’esenzione, neanche paga il ticket. Semplice, almeno sulla carta. Ma nella pratica, il percorso di tutela è un miraggio: nessuna attivazione automatica, nessun supporto reale per il cittadino, e silenzi istituzionali che durano da mesi. Figuriamoci ricordarlo ai neo commissari delle ASL e compagnia cantante… qualcuno/a ha mai sentito un operatore del CUP informare sistematicamente dell’esistenza del percorso di tutela? Francamente bisognerebbe dubitarne.
E allora, mentre la Regione mette mano per l’ennesima volta al contenitore, il contenuto (la salute dei sardi) potrebbe continuare a restare disatteso. Le novità del nuovo CUP? Ad oggi di sicuro c’è soltato il tripudio di buone intenzioni e parole d’ordine da manuale: trasparenza delle agende, recall via SMS, gestione centralizzata, promemoria per le disdette, penalità per chi non si presenta.
“Rivoluzione”, ancora, che passerà dall’aggiornamento del portale di prenotazione Cup Web che, come dichiarato dal Fanis Katergiannakis della sanità sarda, verrà aggiornato per renderlo sempre più semplice ed intuitivo da parte degli utenti: con un click si prenota, con uno si disdice”. E, viste le milestones recenti, come il recente crash per le domande delle imprese (l’ennesimo pensando ai vari R(E)ESISTO, Destinazione Lavoro) qualche perplessità sulla linearità del processo per gli utenti è ad oggi improbabile.
Il rischio è che, ancora una volta, la forma prenda il posto della sostanza.
